Emilia Romagna

Il decano dei buttafuori riminesi si candida alla presidenza regionale Federpol


Il criminologo Massimo Affronte, titolare dell’agenzia investigativa Hunter&McCall, è uno dei tre candidati alla presidenza regionale della Federpol, l’associazione italiana che raggruppa gli istituti privati per le investigazioni e la sicurezza. Le elezioni si terranno mercoledì a Bologna, presso l’Hotel Sydney, nell’ambito dell’assemblea Federpol Emilia-Romagna.

Affronte, decano dei buttafuori riminesi, sfiderà Roberto Nesci, modenese, Ceo e fondatore della società investigativa Nero Tk, e Mirko Valenti, ravennate, attuale vicepresidente regionale e titolare di Diag investigazioni. All’assemblea sarà presente anche il presidente nazionale Luciano Tommaso Ponzi.

Le proposte di Affronte

Il candidato riminese punta a portare il proprio contributo soprattutto nel campo della sicurezza, senza trascurare il segmento investigativo. Una delle sue battaglie riguarda la creazione di un albo pubblico delle agenzie in possesso della licenza prevista dall’articolo 134 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), con l’obiettivo di escludere dal mercato gli operatori privi di licenza prefettizia.

“Questo – spiega Affronte – non solo genera una concorrenza sleale, ma finisce anche per sporcare l’immagine del nostro settore. Presenterò una proposta di legge in Parlamento per vietare questa pratica: chi non ha la licenza non può pubblicizzarsi sui social come agenzia, né utilizzare il termine sicurezza nel nome della società”.

Affronte vuole anche introdurre sanzioni per i clienti che si rivolgono a operatori non in regola. “Il cliente deve essere obbligato a chiedere la licenza già all’atto della stipula, come fanno le società di calcio per il servizio stewarding. Basta fare i furbetti”.

Formazione, l’idea del corso unificato

Sul fronte della formazione, Affronte propone di unificare i tre percorsi attualmente previsti per steward, sicurezza e antincendio in un unico corso da 90 ore. “Non è un lavoro per tutti, bisogna metterlo in chiaro. Ci vogliono persone volenterose e preparate, ma chi lo è deve essere messo nelle condizioni giuste di formarsi. Un percorso unico inoltre significa anche un risparmio notevole per gli stessi corsisti”.


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