Società

Il canto segreto degli scorfani e le danze luminose del plancton: tutto quello che il mare ci sta dicendo e che noi non stiamo ascoltando

La location indubbiamente facilita: parlare di mare a Venezia sembra quasi un omaggio dovuto. A Casa Sanlorenzo, nel sestriere Dorsoduro, si è da poco inaugurata la mostra Waves con pezzi d’arte importanti che in qualche modo richiamano le onde, e, in questi stessi giorni, per le strade del sestiere di Castello, l’artista newyorkese Melissa McGill ha appeso la sua Marea, una serie ondeggiante di lenzuola dipinte di blu.

È in questa cornice fatta di acqua che One Ocean Foundation, l’organizzazione internazionale senza scopo di lucro dedicata alla protezione dell’ambiente marino, coglie l’occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, per presentare, insieme al collettivo curatoriale ZEITGEIST19, il risultato delle sue ricerche: As Above, So Below non è solo una mostra d’arte (anche se lo è), non è solo uno studio scientifico (anche se lo è), non è solo uno spunto di riflessione (anche se lo è): è un’esposizione in cui, attraverso l’arte, si comunicano informazioni importanti sugli Oceani e sul loro stato di salute.

Curato da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene, questo progetto, allestito nell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca, si configura come una piattaforma di ricerca interdisciplinare che indaga il rapporto tra ecosistemi marini, tecnologia e percezione umana. L’idea che ci sta dietro è che sia necessaria un’interconnessione, un fare sistema tra realtà molto diverse, tanto che, anche la One Ocean Week, in programma a Milano dal 22 al 24 maggio, quest’anno è intitolata appunto «Sea-stema», con un gioco di parole che sottolinea come solo un pensiero e un’azione coordinati possano arrivare a risultati concreti ed efficaci.

E questi sette artisti presenti alla mostra As Above, So Below, aperta fino all’8 giugno 2026, hanno ben interpretato l’approccio interdisciplinare, mischiando fantasia e scienza, estetica e funzionalità, umano e animale: «Perché se non salviamo la natura, come diceva il grande Sebastião Salgado, non potremo salvare nemmeno noi stessi», interviene Riccardo Bonadeo, presidente di One Ocean Foundation oltreché fondatore insieme a Jan Pachner, oggi segretario generale: «Lavoriamo per creare consapevolezza in un mondo purtroppo che presta troppa poca attenzione. Come Fondazione siamo costantemente impegnati a mettere a terra progetti che abbiano solide basi scientifiche. Da anni incrementiamo la piantumazione delle praterie di posidonia, ecosistemi marini fondamentali ed endemici del Mar Mediterraneo, che si stanno estinguendo: posizionando delle boe proviamo anche a frenare gli ancoraggi selvaggi che estirpano queste piante marine così preziose. So bene che oggi dobbiamo affrontare problemi enormi, che c’è la guerra, che dall’altra parte dell’Oceano un presidente pazzo nega il climate change e pensa che la terra sia piatta, ma dobbiamo andare avanti e capire che la salute del mare è vitale e che dipende molto dal nostro comportamento, anche da quello che abbiamo in città. Tutto è connesso e questa mostra, As Above, So Below (Come sopra, così sotto), vuole sensibilizzare proprio su questo».


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