i sindacati chiedono limiti, la Regione prepara le regole
Nel labirinto di pietra del centro storico capitolino, tra un monumento millenario e un vicolo rinascimentale, da tempo si consuma una guerriglia urbana a quattro ruote.
Un esercito silenzioso ma pervasivo di golf cart, macchinine elettriche e navette turistiche ha colonizzato sampietrini e piazze, trasformando l’area UNESCO della Capitale in una pista da scontro per veicoli a caccia di stranieri facoltosi.
Ora che la Regione Lazio prova a mettere mano al dossier con un disegno di legge ad hoc, sul testo si è scatenata una tempesta perfetta. Per la totalità dei sindacati dei tassisti e per la maggioranza che governa il Campidoglio, il provvedimento a firma di Marco Bertucci (Fratelli d’Italia) non è altro che l’ennesimo tentativo di trasformare un Far West abusivo in una sanatoria legalizzata.
La svolta della Pisana: un albo speciale per legittimare il caos?
Al centro della contesa c’è il testo depositato dal consigliere regionale meloniano, pronto all’incardinamento in Commissione Trasporti il prossimo 29 settembre.
La ricetta proposta da FdI per imbrigliare il fenomeno punta sull’istituzione di un albo regionale e su una cornice di requisiti minimi di sicurezza, transito e idoneità dei mezzi.

Ma la soluzione non piace per nulla a chi il traffico romano lo vive ogni giorno per lavoro. Un fronte d’acciaio composto da ben 15 sigle rappresentative del servizio taxi (da Filt Cgil e Fit Cisl fino a Ugl, Federtaxi Cisal, Uritaxi e Cna) ha firmato un duro atto di accusa indirizzato ai vertici di Via Cristoforo Colombo, contestando la sostanza stessa della norma:
Nessun tetto alle licenze: la proposta di legge non stabilisce alcun contingentamento numerico, consentendo a un numero illimitato di mezzi di iscriversi al registro e riversarsi nel centro storico.
Fermate e sosta “creative”: al contrario di quanto previsto dalle leggi nazionali sulla mobilità non di linea, il testo concederebbe a queste navette corsie preferenziali per la sosta, lo scarico dei passeggeri e il transito nei vicoli pedonali.
Tariffe selvagge e buco nero delle agenzie: nessuna regolamentazione stringente sui prezzi applicati ai turisti stranieri o sui pacchetti venduti intermediati dalle agenzie di viaggio.
«Ciò che pochi mesi fa si era cercato di far uscire dalla finestra, bloccando un emendamento salva-golf cart, oggi si tenta di farlo rientrare trionfalmente dalla porta principale — attaccano le organizzazioni di categoria —. Anziché sanzionare e contrastare un servizio svolto spesso con scarsa sicurezza e a costi esorbitanti, la Regione sceglie di legalizzare il disordine esistente».
L’altolà del Campidoglio: «Roma ha diritto di governare la propria mobilità»
Sulla stessa linea di fermezza si attesta il Comune di Roma. Dagli scranni di Palazzo Senatorio la consigliera della Lista Civica Gualtieri, Elisabetta Lancellotti, richiama l’amministrazione regionale alla realtà dei fatti, ricordando la mozione approvata dall’Assemblea Capitolina nei mesi scorsi.
«L’unica vera regolamentazione possibile è quella che assegna a Roma Capitale la piena autonomia decisionale per stabilire quante golf cart possano operare, su quali tracciati, dove possano effettuare le fermate e con quali rigidi requisiti — sottolinea Lancellotti —. Non abbiamo bisogno di un bollino di legittimazione su ciò che già accade abusivamente in strada. La Regione dimostri nei fatti di voler risolvere una piaga di decoro e congestione, dando poteri e risorse a Roma per governare il territorio».
La trincea del promotore: «Nessun abuso, solo confronto istituzionale»
Messo alle strette dalle critiche incrociate, il primo firmatario della legge Marco Bertucci ricusa le accuse di “sanatoria” e invita la piazza al fair play istituzionale.
«Trovo del tutto fuori luogo emettere sentenze definitive su un testo la cui discussione in Commissione non è ancora nemmeno cominciata — si difende l’esponente di Fratelli d’Italia —. L’obiettivo della norma è l’esatto contrario di una zona franca: vogliamo restituire ordine e sicurezza a un settore che oggi vive in un vuoto legislativo, offrendo agli enti locali strumenti chiari per i controlli».
Bertucci difende l’iter parlamentare prescelto: «Dal 29 settembre daremo via al calendario delle audizioni. Ascolteremo con estrema attenzione le associazioni dei tassisti, il Comune di Roma e tutti gli attori coinvolti. Se dal dibattito emergerà la necessità di introdurre paletti numerici, contingentamenti, limiti alla sosta o ulteriori tutele per il servizio pubblico non di linea, lo faremo a viso aperto attraverso la presentazione degli emendamenti».
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