I messaggi nella chat pubblicati sui social, si dimette Omar Traini presidente Cantine di Castignano
CASTIGANO La fuga di messaggi da una chat interna, la pubblicazione su un social ed infine le dimissioni del presidente Omar Traini aprono a due settimane della vendemmia dei primi spumanti, una fase delicata per le Cantine di Castignano, storica cooperativa vitivinicola del Piceno. Il passaggio formale è atteso mercoledì 22 luglio, quando il cda, convocato in forma aperta, sarà chiamato a esaminare la decisione del presidente uscente. Una settimana dopo, il 29 luglio, spetterà all’assemblea generale dei soci a misurarsi con il nodo più ampio della governance e con il clima interno alla cooperativa.
Le motivazioni
Al centro della vicenda – finita alla ribalta nazionale attraverso un profilo pubblicato sul social network professionale Linkedln – è la liquidazione delle uve conferite nell’ultima vendemmia dalla coop che rappresenta circa 250 soci, gestisce 86 mila quintali di uve provenienti da 31 vitigni diversi.
A oggi i soci hanno ricevuto due acconti da 10 euro al quintale, mentre il saldo finale non è ancora stato definito.
Alla richiesta pressante dei soci viticoltori di maggior certezza, Traini nella chat aveva risposto: «ho ricevuto molte lamentele perché era poco, voi dove capire che la situazione vino è al collasso, il vino venduto non viene ritirato, i pagamenti a rilento ed ancora la macchinetta che trasforma in automatico l’uva in soldi non è stata inventata». Infine, il passaggio più contestato: «chi non conferisce tutto alla cooperativa non è degno di farne parte» un’affermazione che è stata presentata nel post sui social come una minaccia in un contesto dove la dipendenza dal circuito cooperativo è altissima.
La replica
«Non sono un dittatore» risponde Traini che respinge l’idea di una gestione autoritaria e parla di strumentalizzazione. Rivendica vent’anni alla guida della cooperativa e presenta l’apertura del cda come una scelta di trasparenza. E ricorda che nel 2025 ha dovuto trasferire 10mila ettolitri di vino in un deposito esterno e che quest’anno, in base alle stime interne, il volume potrebbe aumentare in modo significativo. Resta ora da capire se il confronto dei prossimi giorni consentirà di ricomporre le tensioni o aprirà una nuova fase per la cantina, in un contesto regionale segnato da gravi difficoltà di mercato e dove il comparto è in via di riorganizzazione.




