I videogiochi possono ridurre i sintomi della depressione? Ecco i generi più efficaci
La ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha guardato con sempre più interesse nella direzione dei videogiochi. Il medium si è distinto nel tempo per essere, a detta di molti, un ottimo “palliativo” a quelli che sono i disturbi legati alla sfera psicologica, quindi ansia e depressione.
Noi, in quanto non esperti in materia – non siamo psicologi, psicoterapeuti o psichiatri – ci limitiamo a riportare i dati scientifici emersi dalle numerose ricerche degli ultimi anni. Fra i più interessanti c’è l’esperimento della Aalto University, che ha testato l’effetto dei videogiochi sui sintomi depressivi e sulle dinamiche celebrali che questi ultimi facilitano. Un gruppo di persone con diagnosi da disturbo depressivo si è quindi impegnato a giocare a Super Mario Odyssey per sei settimane, con almeno 18 sessioni da 45 minuti ciascuna. Il risultato? I disturbi sono diminuiti di circa il 40%.
Nello specifico, l’analisi degli esperti ha fatto emergere che i videogiochi contribuiscono a ridurre significativamente l’effetto della ruminazione, vale a dire la spirale di pensieri negativi che affliggono i pazienti con disturbi depressivi. Ma quali sono quindi i generi più efficaci? Secondo un altro studio dell’ESA chiamato “The Power of Play”, che ha analizzato più di 20.000 giocatori distribuiti in oltre 20 paesi, è emerso che i puzzle game, gli action ed i giochi di abilità o fortuna sono i più efficaci in tal senso. In parallelo, il fenomeno dei cozy games – in cui spiccano titoli come Spiritafter, MySims e Animal Crossing – sta crescendo a dismisura. Per molti, questo genere è un’isola felice, lontana dallo stress, dai doveri della vita e nella quale rilassarsi. Infine, non vanno sottovalutate anche tutte quelle esperienze narrative che affrontano il tema della salute mentale in modo aperto e diretto.
È importante sottolineare che questi sono studi condotti su un gruppo limitato di giocatori, seppure molto ampio. Le informazioni che abbiamo condiviso non sono assolutamente da intendersi come un consiglio terapeutico. Se state vivendo disturbi da ansia o depressione, ma anche per qualsiasi dubbio legato alla sfera della salute mentale, vi suggeriamo caldamente di rivolgervi a professionisti abilitati.
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