Odio social dopo incendio a campo rom di Japigia
“Ai fomentatori di odio online mi sentirei di rassicurare che con le tasse non si paga l’umanità. Quella stessa umanità che oggi hanno dimostrato vigili del fuoco, operatori, operatrici, volontari e volontarie non compare in nessun bilancio dello Stato, è un dono del cielo, una scelta, un dovere morale. Ed è ciò che distingue una comunità da una folla che esulta davanti alla sofferenza altrui”. È un passaggio di un post pubblicato sui social da Michelangelo Cavone, assessore al Benessere e ai Diritti civili del Comune di Bari che così risponde a chi, commentando l’incendio avvenuto nel campo nomadi del quartiere Japigia del capoluogo pugliese, ha scritto frasi di odio come “Peccato non abbiano preso fuoco anche loro”.
“Fa impressione constatare quanto facilmente ciò che non conosciamo o non comprendiamo venga trasformato in odio. Fino al punto di augurare la morte a delle persone, persino a dei bambini”, prosegue Cavone ricordando che il campo rom “è censito e riconosciuto dall’amministrazione comunale, fatto di persone che lavorano e di bambini che frequentano regolarmente la scuola con impegno e dedizione. E anche se non fosse stato così nulla avrebbe comunque giustificato gli auguri di morte letti oggi”. “Per fortuna non si sono registrati né morti né feriti, l’incendio ha coinvolto cinque unità abitative e, dopo la messa in sicurezza da parte dei vigili del fuoco, gli abitanti potranno rientrare nel campo – continua Cavone – Le famiglie che hanno perso la propria abitazione saranno temporaneamente ospitate in tende fornite dalla Protezione civile”. Cavone riferisce che “insieme agli operatori e alle operatrici del Pronto intervento sociale e alle straordinarie volontarie e ai volontari di In.Con.Tra. hanno distribuito pasti, beni di prima necessità e piccoli peluche ai bambini e alle bambine che, comprensibilmente, erano spaventati”. Le persone evacuate in seguito all’incendio sono state circa 80: di questi 26 minorenni.




