I giornalisti licenziati dal Washington Post lanciano la sfida con una nuova testata
Nasce dalle ceneri dei licenziamenti al Washington Post, vittime dei tagli voluti dal proprietario Jeff Bezos che non è riuscito ad arginare le perdite, si chiama Washington Sun e promette battaglia (anche allo stesso blasonato Post… ) sulla piazza mediatica sempre in fermento che è la capitale degli Stati Uniti, tra Congresso e Casa Bianca, tra sport e cronaca.
La testata esisteva già, lanciata dall’imprenditore dei media Robert Allbritton, già co-fondatore di Politico, con il nome Notus (News of the United States, acronimo che ricorda non a caso il più noto Potus: President of The United States), ma lo scorso febbraio il Washington Post ha annunciato tagli drastici che hanno cancellato la sezione sportiva, l’inserto settimanale dedicato ai libri, i podcast, ridimensionato gli Esteri e richiamato corrispondenti.
Uno spazio lasciato vuoto che Notus, ribattezzato Washington Sun, adesso è determinato a colmare mettendo – perchè no – un pò di pepe sulla ‘caccia alle notiziè in città, con una battaglia «old school» scrive la Cnn: all’antica, letteralmente.
Così la redazione è più che raddoppiata passando da 45 a 110 dipendenti, sono stati assunti molti ex collaboratori del Post tra cui il critico gastronomico Tom Sietsema, l’editorialista Dana Milbank e diversi giornalisti sportivi, ed è diventato il Washington Sun, con sede a Washington D.C. e una particolare vocazione alla copertura delle notizie della capitale dove notoriamente i lettori sono affamati e fidelizzati.
Al Post ha anche scippato il seguitissimo servizio meteo, siglando un accordo esclusivo con Capital Weather per pubblicare le previsioni giornaliere dell’area. La testata è esclusivamente online, il debutto su X nei giorni scorsi: «Benvenuti sul Washington Sun» e, nero su bianco, le intenzioni dichiarate: «Il giornalismo a Washington necessita di un ricambio generazionale. Siamo pronti a raccogliere questa sfida».
Source link




