Gli eredi di Bellini venderanno il 70% del Picchio Village, l’acquirente è l’Ascoli calcio insieme agli imprenditori Ubaldi, Turla e Galli
ASCOLI Il futuro del Picchio Village passa anche attraverso un possibile riassetto societario. Il centro sportivo di Campolungo, quartier generale dell’Ascoli Calcio e punto di riferimento per gli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile, potrebbe presto registrare un’importante novità nella compagine azionaria. Al centro dell’operazione c’è il 70% delle quote riconducibili agli eredi di Francesco Bellini, l’ex presidente bianconero e industriale farmaceutico scomparso nel luglio 2025.
Il contratto preliminare
Secondo le informazioni raccolte, salvo imprevisti, la partecipazione della famiglia Bellini sarebbe destinata a passare di mano. Ad acquisirla sarebbe l’Ascoli Calcio di Bernardino Passeri, affiancato nell’operazione da tre nomi del mondo imprenditoriale: Massimo Ubaldi, già vicepresidente del club durante la gestione di Roberto Benigni, Danilo Turla, costruttore e sponsor bianconero, e la Sofer Carpenterie della famiglia Galli. Un’operazione che, se portata a termine, ridisegnerebbe gli equilibri nella proprietà della struttura sportiva. Un contratto preliminare di vendita è già stato sottoscritto. Per completare il passaggio, tuttavia, manca ancora l’ultimo adempimento decisivo davanti al notaio. Soltanto dopo la formalizzazione dell’atto sarà possibile considerare conclusa l’operazione e definire con certezza i nuovi assetti proprietari. Sui termini dell’accordo vige un patto di riservatezza.
Le quote
Attualmente, secondo la ripartizione indicata, il capitale della società che fa capo al Picchio Village è suddiviso tra il 70% della famiglia Bellini, il 20% dell’Ascoli Calcio e il restante 10% dell’imprenditore Gianluca Ciccoianni. Proprio l’eventuale acquisizione della quota di maggioranza da parte del club, con il coinvolgimento dei tre imprenditori, rappresenterebbe il passaggio centrale della trattativa. Il Picchio Village, del resto, non è soltanto un impianto per gli allenamenti, ma una delle infrastrutture strategiche del progetto sportivo bianconero. La sua storia affonda le radici nel precedente centro «Città di Ascoli», realizzato nell’area della zona industriale e successivamente abbandonato dal club.
Il fallimento
Dopo il fallimento della vecchia società, la struttura era finita in un percorso proprietario complesso, prima di essere recuperata dall’Ascoli nel 2016, al termine di una lunga trattativa, e sottoposta a un importante intervento di ristrutturazione. I lavori, avviati nel novembre 2016, hanno consentito di restituire alla società bianconera una casa per la preparazione atletica e per la crescita dei giovani calciatori. Il primo allenamento della squadra nel nuovo centro si è svolto l’8 agosto 2017.
Il complesso
Il complesso dispone di due campi in erba naturale e sintetica, un campo da calciotto, spogliatoi e spazi dedicati alla palestra, alla fisioterapia, agli uffici tecnici e alle attività mediche, oltre a strutture riservate al settore giovanile. L’eventuale passaggio delle quote si inserirebbe dunque in una partita che riguarda non soltanto gli equilibri proprietari, ma anche il futuro di un’infrastruttura fondamentale per l’organizzazione e lo sviluppo del calcio bianconero. Ci saranno anche varianti urbanistiche? Dopo la firma definitiva se ne saprà di più- Ora l’attenzione è rivolta all’ultimo passaggio notarile: sarà quello a chiarire tempi e modalità del possibile nuovo assetto del Picchio Village.




