ferita la giornalista Silvia Trillini. «Minacciati fin da subito»
GIULIANOVA Lo stadio di Giulianova non è mai stato “amico” dell’Ancona, ma l’episodio di violenza avvenuto ieri in tribuna, al termine della partita della serie D che ha visto vincere i dorici per 2-0, è di una gravità assoluta. Perché la vittima, stavolta, è una donna, una giornalista: Silvia Trillini, collaboratrice di Tvrs. Quello che è avvenuto è perfino difficile da raccontare, nel 2026. Al gol del raddoppio firmato da Pecci a tempo scaduto, uno pseudo-tifoso del Giulianova si è girato sferrando un pugno sulla vetrata della tribuna che divide i cronisti dal pubblico.
La ricostruzione
Il vetro in plexiglass si è spaccato in due e lo spigolo di una delle parti è finito sulla fronte della 43enne anconetana. Una maschera di sangue in viso. Caos totale in tribuna stampa: mentre i giocatori dorici, ignari di tutto, esultavano al fischio finale, sugli spalti è scoppiato il parapiglia con la giornalista soccorsa dai colleghi, poi dal personale del 118 e dai carabinieri. Trillini, sotto choc ma sempre grintosa e battagliera anche in quei brutti momenti, è stata fatta salire in ambulanza per essere accompagnata all’ospedale di Giulianova, dove le sono stati applicati diversi punti di sutura. Per sicurezza è stata sottoposta anche a una Tac, dall’esito fortunatamente negativo.
Il presunto aggressore identificato dai carabinieri
In tarda serata è stata dimessa con 10 giorni di prognosi e ha potuto riprendere la via di casa accompagnata anche dal papà Sauro Trillini, ex allenatore dell’Ancona, che aveva assistito alla partita. «Sono arrabbiata e avvilita – racconta Silvia -. Dall’inizio della partita siamo stati minacciati da un tifoso che dava pugni contro la vetrata mentre la commentavamo, impedendoci di svolgere il nostro lavoro con serenità. All’ennesimo cazzotto, dopo il gol del raddoppio, è venuto giù tutto. La vetrata non ha retto e mi ha colpito in faccia. Ho un taglio alla fronte di 10-12 centimetri. Quel tizio poi si è allontanato. Le minacce e gli insulti sono continuati anche dopo che sono stata soccorsa. Siamo stati scortati fuori dal campo. Capisco la rabbia del tifoso ma non si può degenerare in questa maniera». Il presunto aggressore è stato indicato da alcuni testimoni ed è stato identificato dai carabinieri.
Le indagini sono in corso. Trillini non si dà pace. «La tribuna stampa era in mezzo ai tifosi del Giulianova che ci hanno tormentato dal primo minuto in un clima pesante di intimidazione. Il tutto senza uno steward che facesse da deterrente e anche le forze dell’ordine non c’erano nei paraggi. In D ci sono stadi come il Del Conero dove le regole vengono rispettate alla lettera e stadi come il Fadini dove tutti possono fare tutto. La Lega Dilettanti ne è consapevole?». Quello che è accaduto al Fadini per i cronisti con qualche capello bianco non è una sorpresa. Nel 1977 allo stadio di Giulianova si scatenò una caccia all’uomo.
La condanna di Maurizi, dell’Ancona e del Giulianova
«Mi dispiace per Silvia, è una persona che stimo tantissimo così come tutta la sua famiglia». Anche Agenore Maurizi, tecnico dell’Ancona, ha espresso solidarietà a Trillini. «Nello sport, dentro e fuori dal campo, non deve esserci spazio per scene simili a quelle di Giulianova, soprattutto nei confronti di chi sta svolgendo il suo lavoro – ha aggiunto -. Condanno ogni gesto di violenza. Auguro a Silvia di rimettersi al più presto». Sul grave episodio indagano i carabinieri di Giulianova, ma anche la questura dorica si è interessata. Verranno analizzate le immagini e ascoltati i testimoni per verificare che l’uomo identificato sia l’autore dell’aggressione. Alcuni soci dell’Ancona hanno raggiunto Trillini all’ospedale. «La Ssc Ancona – il comunicato – esprime massima solidarietà e vicinanza alla giornalista colpita alla testa dalla rottura del vetro della cabina radio durante la radiovisione del match, condotta insieme al collega Ferdinando Vicini. L’incidente è avvenuto a causa dei ripetuti colpi sferrati contro il plexiglas della postazione. A Silvia e a tutti gli operatori di stampa va la nostra più sentita solidarietà». Anche il Giulianova Calcio esprime vicinanza a Trillini e «stigmatizza ogni comportamento che possa mettere a rischio l’incolumità delle persone. Confidiamo che le autorità possano ricostruire con precisione e obiettività la dinamica dell’accaduto, chiarendone ogni aspetto prima di formulare valutazioni definitive. Riteniamo importante che la gravità dell’episodio venga accertata sulla base degli elementi oggettivi disponibili, evitando generalizzazioni e conclusioni affrettate. Il Giulianova Calcio sottolinea che la propria tifoseria è composta da una comunità di appassionati che vive il calcio con partecipazione. Sarebbe ingiusto che un singolo episodio finisse per compromettere l’immagine di un’intera tifoseria».




