Calabria

La morte di Sergio Carrozza ha scosso la coscienza della Calabria

La morte di Sergio Carrozza ha scosso la coscienza di un’intera regione. L’uomo, malato da tempo di tumore al pancreas, da anni si era messo a totale servizio della compagna Sabina Radu, affetta da Sla. Due anime unite dall’amore e dalla speranza, nel solco di un percorso doloroso che ha assistito a tanta solitudine e a continue battaglie per l’assistenza e la dignità.
Sergio ha lottato con le istituzioni per avere aiuto, si è rivolto spesso alla stampa per trovare risonanza nell’opinione pubblica. Lo scorso giugno parlava di lotta per la giustizia: «Non mi resta molto da vivere ma lotterò fino alla fine per Sabina».
Parole che assumono oggi un’altra rilevanza, ancor più drammatica e dolorosa. D’ora in poi la questione riguarderà il futuro di Sabina. Chi l’assisterà? Chi se ne prenderà cura? In passato, a più riprese, tante sono state le polemiche, le interlocuzioni, le collaborazioni con la Regione Calabria, l’Asp di Reggio e il Comune di Taurianova. Di recente, dopo la denunciata sospensione delle cure palliative per la donna affetta da Sla, il Comune taurianovese ha aumentato temporaneamente le ore di assistenza domiciliare. A luglio l’ennesimo appello per interventi concreti di supporto alla ricerca di segnali di attenzione importanti in una fase difficilissima della malattia di entrambi.


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