Giuseppe Conte punta sui giovani: “L’Italia deve tornare a essere un Paese per loro”
Oristano
Da Oristano l’ex premier rilancia su lavoro, casa e incentivi per chi rientra dall’estero. Sala partecipe alla presentazione del libro “Una nuova primavera”
I giovani, prima di tutto. Giuseppe Conte li indica come uno dei punti centrali del programma su cui il Movimento 5 Stelle vuole costruire la propria proposta politica: misure per far rientrare in Italia chi è andato all’estero, incentivi fiscali per i ragazzi e per le imprese che li assumono, aiuti per la casa, mutui più accessibili, affitti meno pesanti e congedo paritario.
“Dobbiamo rendere l’Italia un Paese per giovani”, ha detto l’ex presidente del Consiglio a Oristano, durante la presentazione del suo libro “Una nuova primavera”. Un incontro molto partecipato, che ha fatto seguito all’assemblea regionale del Movimento 5 Stelle al Teatro Garau, alla quale hanno preso parte anche la presidente della Regione Alessandra Todde, parlamentari, consiglieri regionali, amministratori e militanti.
Conte ha spiegato che il Movimento è concentrato sulla costruzione del programma e non sul dibattito sulle primarie. “Non rilancio sulle primarie, rilancio sul programma”, ha detto. “Stiamo scrivendo un progetto condiviso anche insieme ai cittadini non iscritti al Movimento, attraverso il processo Nova. Poi ci confronteremo con le altre forze progressiste: tutto il resto viene dopo”.
Tra i temi considerati imprescindibili, Conte ha citato proprio il “pacchetto di misure per i giovani”, legandolo anche alla necessità di contrastare il declino demografico. “Servono incentivi fiscali seri per chi rientra dall’estero e per le imprese che assumono giovani, per almeno tre o cinque anni”, ha spiegato. “Poi agevolazioni per chi vuole mettere su casa e famiglia, mutui, taglio degli affitti, congedo paritario”.
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha poi parlato anche di giustizia, annunciando l’intenzione di cancellare quelle che ha definito “porcherie scritte a favore dei potenti, dei colletti bianchi e degli spazi di impunità”.

Il pubblico presente in sala
Sul rapporto con il campo progressista e con eventuali componenti centriste, Conte ha ribadito che il Movimento non è “settario” né “esclusivista”. “Siamo aperti soprattutto alle iniziative che nascono dal basso, dall’esperienza civica degli amministratori che lavorano sui territori”, ha detto. “C’è un sano civismo che dobbiamo coinvolgere. E dobbiamo coinvolgere i giovani, che hanno tanta voglia di partecipare ma sono molto esigenti: vogliono la politica con la P maiuscola, non vecchie beghe o lotte di potere”.
Duro anche l’attacco al governo Meloni sui temi economici. Conte ha parlato di lavoro povero in aumento, inflazione, carrello della spesa sempre più caro, costi energetici al massimo e difficoltà per famiglie e imprese. “Dopo aver sottoscritto il Patto di stabilità, adesso per rimediare vorrebbero usare i fondi di coesione”, ha detto. “Giù le mani dai fondi di coesione, che servono per colmare le diseguaglianze economiche e sociali dei territori più in difficoltà. Piuttosto abbiano il coraggio di mettere una tassa sugli extraprofitti di banche e aziende energetiche, rivedano le spese folli per il riarmo e si preoccupino finalmente di famiglie e imprese”.
Infine il passaggio su Roberto Vannacci e sui consensi attribuiti alla Lega. Per Conte la crescita dell’europarlamentare sarebbe il risultato delle promesse tradite dal governo. “Questo governo ha raccolto in campagna elettorale tante istanze sociali, poi una volta al potere ha fatto un patto con i poteri forti, con l’industria delle armi, i fondi di investimento e le agenzie di rating”, ha detto. “Se tradisci gli impegni, apri il fianco a Vannacci”.
Sabato, 30 maggio 2026
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