Un giovane John Rambo si prepara al debutto sul grande schermo: Lionsgate ufficializza la data d’uscita
La bandana, il coltello in acciaio inossidabile 420 J2, lo sguardo tormentato di chi ha visto troppo. John Rambo è un’icona che ha attraversato quattro decenni di cinema, un simbolo della cultura popolare che ha definito l’immaginario dell’action movie moderno. Ora, dopo cinque film e oltre 819 milioni di dollari incassati al botteghino mondiale, la saga si prepara a un nuovo capitolo: un prequel che racconterà le origini del soldato più iconico del grande schermo.
La Lionsgate ha ufficializzato la data d’uscita con un annuncio sui profili social del franchise: il film arriverà nelle sale americane il 4 giugno 2027, esattamente un anno dopo l’annuncio. Una collocazione strategica nel cuore della stagione estiva, subito dopo il Memorial Day, quando il pubblico americano riempie tradizionalmente le sale per rendere omaggio ai veterani. Non sarà però un’uscita solitaria: John Rambo dovrà vedersela con Star Wars: Starfighter, il blockbuster della Disney/Lucasfilm diretto da Shawn Levy e interpretato da Ryan Gosling, previsto per il 28 maggio 2027, e con un ancora misterioso progetto Paramount senza titolo programmato per la stessa data.
Il protagonista del prequel sarà Noah Centineo, attore ventisettenne che il pubblico conosce principalmente per i ruoli romantici nella trilogia di Netflix “Tutte le volte che ho scritto ti amo” e per la serie thriller “The Recruit”. Un salto di genere radicale, un cambio di registro che rappresenta una scommessa audace sia per l’attore che per la produzione. Centineo dovrà raccogliere l’eredità lasciata da Sylvester Stallone, che ha incarnato Rambo dal 1982 al 2019, costruendo un personaggio stratificato fatto di traumi bellici, abilità letali e una fragilità nascosta sotto i muscoli e le cicatrici.
La storia si concentrerà sul giovane John Rambo durante il suo servizio come Berretto Verde nelle foreste pluviali del Sud-est asiatico, nel pieno della Guerra del Vietnam. Quegli anni formativi, quell’inferno verde e umido che ha plasmato l’uomo prima della leggenda, gli eventi che hanno preceduto il primo film “Rambo: First Blood” del 1982. È in quella giungla ostile che Rambo ha sviluppato le sue straordinarie capacità di sopravvivenza, ma è anche lì che ha collezionato le cicatrici invisibili che lo hanno reso il reduce tormentato incontrato nella cittadina di Hope, Washington, all’inizio della saga originale.
Al fianco di Centineo ci sarà David Harbour, l’amato Hopper di Stranger Things, che interpreterà il Colonnello Sam Trautman, l’ufficiale comandante di Rambo. Un personaggio fondamentale nell’economia narrativa del franchise, presente nei primi tre film con le fattezze di Richard Crenna. Trautman rappresenta la figura paterna, l’unico superiore capace di comprendere davvero Rambo, il ponte tra il soldato perfetto e l’uomo distrutto dalla guerra. La scelta di Harbour garantisce peso drammatico e riconoscibilità a un ruolo che richiede autorevolezza e umanità in egual misura.
Stallone, pur non vestendo più i panni del personaggio che lo ha reso immortale, ha voluto essere parte del progetto come produttore. Le sue parole sui social hanno comunicato un passaggio di testimone consapevole: “Rambo ha fatto parte della mia vita per davvero tanto tempo. Un personaggio costruito sulla resilienza, sopravvivenza e sulle cicatrici della guerra. Ha significato così tanto per me e per gli spettatori di tutto il mondo per decenni. Ora ritorneremo dove è iniziata la sua storia. Sono entusiasta nel produrre John Rambo, esplorando i primi capitoli della storia dell’uomo prima della leggenda“.
Questo prequel rappresenta una scommessa per la Lionsgate: rilanciare un franchise quarantennale con un volto nuovo, puntando sulle origini piuttosto che sul futuro. Un’operazione che ricorda quanto fatto con altri personaggi iconici, dal giovane Han Solo di Star Wars al giovane Indiana Jones che vedremo probabilmente in futuro. Il rischio è sempre quello di non reggere il confronto con l’originale, di apparire come un’operazione nostalgica priva di necessità narrativa. Ma se il prequel riuscirà a bilanciare l’azione adrenalinica con la profondità psicologica, raccontando davvero come un uomo diventa un simbolo e quali prezzi paga per quella trasformazione, potrebbe conquistare sia i fan storici che una nuova generazione di spettatori.
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