Fruit Bats – The Landfill
Eric D. Johnson è un musicista davvero prolifico e anche questa volta lo dimostra tornando con questo suo dodicesimo LP, pubblicato dalla Merge Records e uscito a metà giugno, dopo appena nove mesi dall’uscita del precedente, il minimalista e intimo “Baby Man“.
Questa volta, invece, il musicista originario di Chicago si è unito con la sua touring band, compasta dal bassista David Dawda, dal chitarrista Josh Mease, dal tastierista Frank LoCrasto e dal batterista Kosta Galanopoulos, per conferire un sound collaborativo e dal vivo a questa raccolta di brani.

“The Landfill” viene definito come uno degli album più vivaci del catalogo di Fruit Bats, in cui Johnson esplora i temi della memoria, delle conseguenze e delle possibilità.
La malinconia dell’iniziale “The Saddest Part Of The Song” dimostra una qualità incredibile grazie anche ai numerosi strati strumentali e allo stesso tempo un’influenza dylaniana con un falsetto ricercato davvero delizioso e un andamento tranquillo che le conferisce un tocco R&B.
Deliziosa “Silverfish In The Sink”, una ballata scritta con il piano dove la voce di Eric sa brillare in mezzo ai suoi toni riflessivi, mentre la title-track “The Landfill” mostra le sue influenze di Americana con chitarre frizzanti, piano, batteria e qualche synth, disegnando comunque panorami luminosi e ricchi di intensa passione.
Se “Perhaps We’re A Storm” è il brano più rock tra i dieci presenti su questo dodicesimo album di Fruit Bats, con la sua energia, “Think Aboutcha” risponde, invece, con una maggiore voglia pop, dove piano e sei corde portano luce al suo tono.
Un altro buon disco per Johnson che sa muoversi tra toni folk, rock e pop con incredibile dolcezza, non dimenticando mai anche splendide melodie.
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