L’Italvolley di Velasco in finale agli Europei. Polonia battuta per 3 a 1
Solo una turbolenza momentanea, nel terzo set, scuote il viaggio che porta l’Italia della pallavolo femminile alla finale europea. Le azzurre di Julio Velasco battono tre a uno la Polonia (25-19, 25-19, 21-25, 25-16 il punteggio finale) e si apprestano all’ennesima sfida di peso contro la Turchia allenata da Daniele Santarelli: finì due volte 3-0 – una nel girone, una in semifinale – nel cammino verso lo storico oro olimpico di Parigi, fu un tiratissimo 3-2 lo scorso anno a Bangkok nell’ultimo atto dei Mondiali. Questa volta, però, per completare il triplete servirà andare oltre il tifo avverso del palazzetto di Istanbul, tutto dalla parte di Vargas e compagne.
Parte bene l’Italia con due serie in battuta di Orro e Danesi che costringono subito Lavarini al timeout sul 6-2 azzurro. Le polacche recuperano un paio di punti, ma nel finale Egonu e compagne riscavano il solco, chiudendo il set con due muri perentori sul 25-19. A inizio secondo set è Antropova al servizio a garantire una prima fuga alla squadra di Velasco. Le polacche ricuciono fino al 10 pari; l’equilibrio, però, dura un cambio palla, perché l’Italia rimette subito il musetto davanti per poi dilagare, aumentando il vantaggio esponenzialmente fino a un altro 25-19 sigillato da un fortunato ace di Danesi. Nel terzo parziale sono le atlete di Lavarini ad andare davanti, complici un paio di errori di Egonu e Antropova: sul 6-2, Velasco chiama timeout. Le azzurre ritrovano la concentrazione e in poco tempo si riportano sulla parità a quota 9. Stavolta, però, le polacche non ci stanno e – con Stysiak in panchina – volano sul +5. Da lì, respinto un altro tentativo di rimonta, danno di nuovo gas per il 25-21 che allunga il match. Il quarto set parte nel segno del muro azzurro, che con Danesi ed Egonu alza i giri e propizia i punti per una fuga che è fuga per la vittoria: perentorio 25-16 e pensiero rivolto subito – dopo un pò di festeggiamenti – alla Turchia padrona di casa. «Ci aspettiamo un palazzetto ostile, spero che sarà un bell’incontro per finire in bellezza quest’estate – dichiara Antropova, autrice di 14 punti, a fine partita -. Giocare contro di loro in casa è difficile ma anche molto stimolante. Siamo felici quando incontriamo le difficoltà e riusciamo ad uscirne, ma domani dovremo migliorare la continuità». Myriam Sylla rende merito alla Polonia: «E’ stata una partita molto difficile, complicata in ricezione, sono felicissima del risultato – racconta la banda azzurra -. Le altre squadre comunque ci studiano e da un certo punto in poi loro sono state più brave, anche se magari noi ci siamo adagiate. Ma l’importante è riuscire a riprendersi». «Sono molto contenta perché l’estate è lunga e non è mai scontato arrivare fin qui – le parole di Egonu, top scorer con 21 punti a referto -. Dovremo creare la nostra bolla rispetto al pubblico e pensare a noi». A predicare calma è Alessia Orro, che alla stella avversaria ha alzato palloni tutto l’anno al Fenerbahce: «Con Vargas ci vorrà molta pazienza perché varia tanti colpi e, quando la palla arriva, arriva forte. Dovremo essere ordinate e fare ciò che studieremo», spiega la palleggiatrice. Lei c’era – assieme a Egonu, Sylla, Danesi e Fahr – cinque anni fa nell’ultimo trionfo europeo dell’Italia, quando le azzurre sconfissero la Serbia ammutolendo i 20mila di Belgrado: l’obiettivo, adesso, è ripetere l’impresa in Turchia.
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