Tropea, presunte truffe ai turisti stranieri con conti alterati? Macrì: “La città non accetta accuse generiche. Se è vero saremo i primi ad intervenire”
“Definire quella praticata nei ristoranti di Tropea una «truffa all’italiana» e affermare che «molti esercenti quest’estate si sono davvero divertiti» significa formulare un’accusa gravissima, capace di gettare discredito indiscriminatamente su un’intera categoria di lavoratori e sull’immagine della città. Non bastano generiche “segnalazioni ricevute dai follower” per trasformare sospetti o racconti indiretti in una pubblica sentenza. Nell’articolo non vengono indicati ristoranti, episodi circostanziati, date, ricevute o altri elementi verificabili”. E’ quanto afferma in una nota il sindaco di Tropea Giovanni Macrì in merito a delle segnalazioni arrivate da alcuni follower sui profili sociali del food influencer Wlady Nigro.
“Sia chiaro: se tra i ristoratori di Tropea vi fosse qualcuno che altera i conti o approfitta dei turisti stranieri, i primi ad avere interesse a conoscerne l’identità saremmo proprio noi. Interverremmo con assoluto rigore, attraverso tutti gli accertamenti e le sanzioni consentiti, rendendo pubblici gli esiti delle verifiche, come abbiamo sempre fatto nei confronti di chi danneggia Tropea e la sua reputazione. Invito pertanto Wlady Nigro a fare nomi e cognomi e a indicare circostanze puntuali, documentate e riscontrabili. Potrà farlo pubblicamente oppure, se preferisce, trasmettendo ogni elemento in forma riservata all’Amministrazione comunale e agli organi competenti. Se possiede prove, collabori affinché i responsabili siano individuati. Se non le possiede, eviti di marchiare come truffatori, direttamente o indirettamente, centinaia di imprenditori e lavoratori onesti. La libertà di denuncia è sacrosanta; la denigrazione generalizzata non lo è. La notorietà sui social non conferisce il diritto di distribuire patenti di disonestà e non esonera dalla responsabilità per ciò che si afferma.
La tutela dell’immagine di Tropea sarà affidata ai nostri legali, affinché – conclude Macrì – valutino ogni iniziativa opportuna nei confronti di tutti i soggetti responsabili della diffusione di affermazioni lesive. Auspichiamo che anche le associazioni di categoria intervengano a difesa della ristorazione tropeana, ingiustamente coinvolta e gravemente diffamata nel suo complesso. Tropea pretende trasparenza da chi vi lavora, ma pretende la stessa serietà da chi lancia accuse pubbliche: o si portano fatti, nomi e prove, oppure si risponde delle proprie parole”.
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