Fiorentina sconfitta a Bergamo. Faccia a faccia tra squadra e tifosi a fine gara
BERGAMO – «Se qualcosa può andare storto, lo farà». E così nel campionato maledetto della Fiorentina non importa se la prestazione è insufficiente come giovedì in coppa o dignitosa come alla New Balance Arena, andrà tutto male e il risultato finale sarà sempre la sconfitta. A Bergamo i viola perdono 2-0 contro l’Atalanta del grande ex Palladino, restano ultimi in classifica con il Verona, senza una vittoria ma con un morale che si abbassa ancora di più verso il basso. Perché ancora di più dei numeri impietosi a colpire è la dinamica degli insuccessi e i segnali che i primi quattro mesi di campionato hanno offerto: nessuno scossone, nessun episodio favorevole e quando oltre i propri demeriti — ieri pomeriggio i gol sbagliati da Piccoli — a colpirti sono anche i pochi meriti degli avversari — come il gol del vantaggio, casuale di Kossounou — il mosaico diventa ancora più nefasto calcisticamente parlando, alimentando cattivi pensieri di retrocessione. Con una classifica che fa spavento e una forza morale da trovare per provare a invertire un’inerzia bruttissima, a partire da un mese, quello di dicembre, della verità, con Sassuolo, Verona, Udinese e Parma che saranno prove di appello, da vincere per raddrizzare la stagione, anche sfruttando la carica degli ultras a fine partita dopo un lungo confronto con Dzeko e Ranieri.

Il primo tempo
Vanoli sceglie ancora in campionato il doppio centravanti e con Kean davanti lancia dal primo minuto Piccoli, ex di giornata, in mezzo Fagioli in regia viene preferito a Nicolussi Caviglia, mentre la vera sorpresa è il recupero lampo di Dodo, convocato in extremis e in campo dal primo minuto nonostante l’infortunio patito con la Juventus. Lo spartito dei viola è chiaro, verticalizzare il prima possibile e più velocemente possibile sulle punte, chiamate a vincere l’uno contro uno a tutto campo impostato da Palladino. E al quinto minuto la teoria si trasforma in pratica: Ranieri manda Kean nello spazio, Moise calcia addosso a Carnesecchi con Piccoli che da dentro l’area piccola manca il tap in vincente in maniera clamorosa. Il primo tempo poi scivola via su una buona intensità, con una Fiorentina in partita, ma con qualche occasione lasciata all’Atalanta: De Gea risponde infatti presente tre volte, due su De Ketelaere, ispirato e bravo a saltare spesso Ranieri, e Zappacosta, mentre Carnesecchi disinnesca ancora un Piccoli troppo soft sotto porta, liberato da una bella azione di prima in verticale orchestrata sulla sinistra. Poi, prima dell’intervallo la beffa, l’ennesima di inizio stagione: Kossounou nel tentativo di crossare azzecca una beffarda traiettoria che inganna De Gea e porta avanti l’Atalanta, oltre i propri meriti, oltre i propri demeriti da parte della Fiorentina.

La ripresa
A inizio ripresa, dopo un’altra buona percussione di Ranieri e un tentativo di Kean alto, il 2-0, con Lookman che ribadisce in rete una respinta di De Gea su colpo di testa di De Ketelaere. Il raddoppio chiude la partita, con De Gea che evita il 3-0 parando su De Roon di istinto. La Fiorentina ci prova, ma Kean colpisce un palo di testa, a testimonianza di un anno in cui non gira nulla, neppure la fortuna. A fine partita calciatori sotto la curva, con lungo confronto tra gli ultras, Vanoli e la squadra, Dzeko in primis, che dopo la sconfitta con l’Aek aveva chiesto aiuto proprio ai supporters. Il bosniaco con il megafono ha rassicurato sull’impegno ricevendo in cambio applausi e cori di sostegno. Sintomo di una curva in trasferta che ha capito i problemi di una Fiorentina mai così in difficoltà nella propria storia recente e che invece della contestazione ha scelto la via della vicinanza. Per evitare uno spettro serie B sempre più incombente. Per i risultati e per i segnali con cui arrivano le sconfitte.
Source link



