Friuli Venezia Giulia

Ferrovia Udine Cividale nel caos, “dove sono i treni fantasma da 80 milioni?”


Il weekend di Pentecoste ha trasformato la stazione di Udine in un teatro di disagi: circa 150 passeggeri, in gran parte turisti stranieri diretti in Austria, sono rimasti a terra perché il treno Mi.Co.Tra.1822 (Trieste-Villach), gestito dalla Ferrovia Udine Cividale, è arrivato già completamente saturo. A denunciarlo sono il segretario del Pd provinciale Luca Braidotti e il consigliere regionale dem Massimo Mentil, che ha depositato un’interrogazione all’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante.

Il caos in stazione e il treno sostitutivo soppresso

Alla saturazione del convoglio si sono aggiunte, secondo i due esponenti dem, “scene imbarazzanti in stazione a Udine, aggravate da un successivo guasto tecnico e conseguente soppressione del treno regionale sostitutivo di Trenitalia (Regionale 17368) che ha costretto gli utenti a un’odissea di ore e a continui trasbordi”. Per Braidotti e Mentil, l’episodio non è un caso isolato ma il segnale di “criticità gestionali in capo a Fuc che stanno impattando gravemente sia sulla tratta Udine-Cividale sia sulle restanti direttrici turistiche e transfrontaliere”.

I treni fantasma da 80 milioni

Al centro dell’interrogazione c’è anche una questione che riguarda la spesa pubblica: i due dem chiedono conto di 12 convogli Caf Civity, definiti “treni fantasma”, acquistati con oltre 80 milioni di fondi pubblici. Mezzi che, secondo Braidotti e Mentil, “dovrebbero viaggiare da anni e potrebbero essere impiegati sulle tratte montane e cicloturistiche nei giorni da bollino rosso”. La destinazione e lo stato di utilizzo di questi treni non è stata ancora chiarita dalla giunta regionale guidata da Massimo Fedriga.

L’appello ai pendolari e all’Alto Friuli

I due esponenti del Pd si dicono solidali con “i comitati degli utenti e i rappresentanti dei pendolari che lamentano da tempo un parco rotabile regionale vetusto, indecoroso e inaffidabile”. L’affondo finale è diretto al presidente della regione: “Il presidente Fedriga si ricordi che i trasporti regionali non passano solo dai moli del porto di Trieste, dunque meno passerelle e più cura dei treni ordinari. L’Alto Friuli e i nostri pendolari meritano servizi dignitosi, sicurezza e rispetto”.


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