Io a Sanremo? Può darsi. Modena Park resta il concerto più leggendario del rock

Dalla possibilità di un ritorno al Festival di Sanremo ai record di pubblico, fino alle riflessioni sulle guerre che stanno segnando il mondo contemporaneo. A poche ore dalla data zero del Vasco Live 2026 allo stadio Romeo Neri di Rimini, Vasco Rossi ha incontrato i giornalisti affrontando temi che vanno ben oltre la musica.
Vasco a Sanremo: “Non lo so, può darsi”
Tra le domande rivolte al rocker di Zocca, anche quella su un possibile ritorno sul palco dell’Ariston. Un’ipotesi che Vasco non esclude. “Non lo so, può darsi. Non ho niente contro Sanremo, anzi, per me è sempre una manifestazione importante per l’Italia è importante per quelli che sono. Per me è stato importantissimo”. Un rapporto, quello con il Festival, che il cantante rivendica con affetto e ironia. “Io ho sempre amato Sanremo – ha rimarcato – anche da piccolo lo guardavo per divertirmi, anche vedere tutti quei imbalsamati che c’erano”.
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Modena Park? “E’ il più leggendario concerto del rock mondiale”
Spazio poi al tema dei grandi eventi e dei numeri record. Sollecitato sul primato di pubblico di Modena Park, destinato a essere superato dal concerto di Ultimo a Tor Vergata, Vasco ha replicato con il suo consueto spirito. “Il mio record deve ancora essere infranto: Modena Park è stato comunque il più leggendario concerto del rock mondiale. Diamoci da fare. L’anno prossimo, chi vivrà vedrà”. Parole che alimentano ulteriormente l’attesa per il 2027, anno in cui il Blasco celebrerà i 50 anni di carriera con un grande evento articolato in più date.
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Le parole sui conflitti in corso
Ma il passaggio più intenso dell’incontro con la stampa è arrivato quando l’artista ha affrontato il tema dei conflitti internazionali e del ruolo della musica in un periodo storico segnato da tensioni e guerre. “Le canzoni parlano da sole, la musica è contro la guerra, e se c’è musica non c’è guerra. Quindi, la musica, l’arte, la poesia, è tutto chiaramente contro la guerra, soprattutto contro queste guerre moderne. A soffrire sono sempre e solo le popolazioni civili innocenti”.
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Una riflessione proseguita con parole molto dure nei confronti dei conflitti in corso. “Oggi non muoiono più dei soldati come una volta ma muoiono le persone normali – ha sottolineato – civili che non hanno colpa di niente. Sono guerre che servono solo per arricchirsi, sempre di più. Questi prepotenti, a capo di potenze enormi, sono tornati alla legge della giungla. Si stanno spartendo il mondo a morsi, in pratica, e quindi noi siamo qui che assistiamo attoniti a questo spettacolo spaventoso”.
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Infine, una riflessione che lega il senso stesso dei suoi concerti al bisogno di condivisione e partecipazione collettiva. “Oggi, in questi tempi cupi, quello che lo scandalizzerebbe di più, ammette, è l’amore, la musica e il fatto di trovarsi insieme, uniti, a provare della scandalosa e sana felicità collettiva”.
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