Vuoi l’acqua del rubinetto al ristorante? Il locale può dirti di no
30 maggio 2026 – ore 17:00 – Nessun obbligo per ristoratori e albergatori di servire acqua del rubinetto ai clienti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, mettendo la parola fine a una controversia nata in Alto Adige e destinata a fare discutere anche in territori come il Friuli Venezia Giulia, dove la qualità dell’acqua di rete è spesso considerata tra le migliori d’Italia. La vicenda riguarda una turista che durante le festività natalizie del 2019 soggiornò in un hotel a cinque stelle di Corvara in Badia. La donna, che aveva acquistato un pacchetto in mezza pensione da oltre 5.700 euro con bevande escluse, aveva chiesto più volte di poter consumare acqua del rubinetto durante la cena, dichiarandosi disponibile a pagarne il servizio. La struttura aveva però rifiutato, proponendo esclusivamente acqua minerale in bottiglia. Da qui l’azione legale, con una richiesta di risarcimento di circa 2.700 euro motivata dal presunto danno economico e dal disagio subito. La domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio.
Secondo la Cassazione, nell’ordinamento italiano non esiste alcuna norma che imponga agli esercizi pubblici di servire acqua della rete idrica ai clienti. In assenza di accordi specifici o di condizioni contrattuali diverse, la scelta rientra nella libertà imprenditoriale e nella politica commerciale del singolo locale. La pronuncia riaccende il dibattito sul consumo di acqua pubblica anche a Trieste, dove da anni le amministrazioni e i gestori del servizio idrico promuovono l’utilizzo dell’acqua del rubinetto come alternativa sostenibile all’acqua confezionata. Tuttavia, la sentenza chiarisce che tale possibilità, nei ristoranti e negli alberghi, resta una facoltà del gestore e non un diritto esigibile dal cliente.
Articolo di Francesco Viviani




