Esquilino e Tor Pignattara nella morsa del carovita. L’allarme per i nuclei monogenitoriali
La tensione abitativa all’ombra del Cupolone modifica i propri confini e investe settori urbani finora estranei al fenomeno dell’assistenza pubblica.
L’esigenza di un alloggio a canone sociale non rappresenta più una prerogativa esclusiva dei comparti periferici tradizionali, ma aggredisce con forza i quartieri centrali e semicentrali interessati da processi di valorizzazione immobiliare, trasformazione commerciale e speculazione sugli affitti.
È la fotografia scattata dal dossier sull’Edilizia Residenziale Pubblica curato dal Dipartimento di Economia dell’Università La Sapienza per conto dell’Assessorato alla Casa di Roma Capitale.
L’analisi documenta una realtà complessa, in cui la vulnerabilità alloggiativa colpisce in misura crescente la forza lavoro a basso reddito, i pensionati e le giovani coppie.

Lo squilibrio nei rioni riqualificati e il piano di edilizia pubblica
Sebbene la saturazione delle domande rimanga consistente nelle aree a storica vocazione popolare — quali Tor Bella Monaca, San Basilio, Quarticciolo, Primavalle e Ostia Nord —, il report mette in luce uno sfasamento marcato tra le istanze presentate e la disponibilità di immobili in settori in piena trasformazione:
I quartieri a forte trazione commerciale: Esquilino, Tor Pignattara e Centocelle Sud, dove il costante incremento dei costi di locazione privata spinge ampi strati di residenti verso le graduatorie comunali.
L’asse periferico e il quadrante Ostiense: Don Bosco, Romanina e la zona Ostiense-San Paolo. In quest’ultima area, l’amministrazione ha pianificato interventi specifici, come la riconversione dell’ex asilo “Filastrocca” in via Tarso per ricavare 15 alloggi destinati a nuclei giovanili e anziani.
Identikit della graduatoria: 17.689 famiglie e l’incidenza della componente femminile
L’aggiornamento degli elenchi ufficiali evidenzia una progressione costante del fenomeno: le istanze accolte hanno raggiunto quota 17.689.
Oltre tre richiedenti su dieci (il 32,4%) figurano nella fascia di massima priorità, caratterizzata da punteggi superiori a 30.
Tra le situazioni di maggiore criticità sociale, il 42,5% è costituito da persone sole, con un’età media pari a 64 anni.
Il dossier pone inoltre in risalto la rilevanza della presenza femminile nelle dinamiche del disagio urbano.
Le famiglie composte da un solo genitore rappresentano il 19% del totale degli aventi diritto e, nel 92,5% dei casi, il capofamiglia richiedente è una donna. Una condizione aggravata dalle rigidità del mercato privato della locazione e dalle difficoltà di conciliazione economica.
Per fronteggiare tali criticità, il Campidoglio ha predisposto una procedura speciale di assegnazione per 25 unità abitative situate lungo l’asse tra viale Palmiro Togliatti e viale Sacco e Vanzetti, riservate a soggetti in forte stato di fragilità, con una corsia di tutela dedicata alle donne uscite da percorsi di violenza intrafamiliare.
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