Fischi a Meloni ai Giochi del Mediterraneo, la sindaca Poli Bortone: “A Taranto chiedano scusa”
Taranto chieda scusa alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: è dura la presa di posizione della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, dopo i fischi che per tre volte sono stati indirizzati alla premier durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, tenuta la sera del 21 agosto allo stadio Iacovone. Alle ripetute ovazioni per il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, hanno fatto da contraltare i fischi e i buu per Meloni, quando è stata inquadrata dalle telecamere Rai all’inizio della cerimonia e quando le sono stati rivolti i saluti dal presidente del Comitato internazionale dei Giochi, Mehrez Boussayene e dal presidente del Comitato organizzatore Massimo Ferrarese.

Per la prima cittadina di Lecce (presente alla serata) si è trattato di “un episodio davvero sgradevole, che non rende giustizia alla città di Taranto e alla sua accoglienza”. Ieri sera era stata la stessa premier Giorgia Meloni a commentare immediatamente l’accaduto: “L’ex Ilva è una questione complessa che si trascina da decenni, e tutti noi siamo consapevoli di quanto sia difficile individuare una soluzione. Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso, e garantisco che il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere”.
Inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo: ovazione per Mattarella e fischi per Giorgia Meloni

“Si è trattato di una manifestazione di ingratitudine nei confronti di una presidente del Consiglio che si è attivata con grande determinazione per portare a compimento questa importante iniziativa – continua Poli Bortone – Non va dimenticato che sono stati investiti centinaia di milioni di euro per consentire a Taranto di ospitare i Giochi del Mediterraneo. Una scelta precisa, che ha puntato su Taranto e sul suo territorio, invece che su altre città”.
L’aiuto fornito dal Governo all’organizzazione dei Giochi era stato evidenziato da Ferrarese durante il discorso di apertura, nel quale è stato ricordato l’investimento di oltre 200 milioni, per ristrutturare alcuni impianti sportivi e realizzarne nuovi. In totale sono state realizzate 41 opere in 21 comuni delle province di Taranto, Brindisi, Lecce.
Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi: “Realizzato un miracolo con pochi euro. Altroché sprechi”


A far scattare la reazione contro la premier da parte delle migliaia di persone presenti allo Iacovone, potrebbe essere stato anche il rifiuto a convocare un tavolo sull’Ilva – in concomitanza con l’inaugurazione dei Giochi – che era stato proposto al Governo, come atto simbolico nel giorno della sua presenza a Taranto.
Senza trascurare il fatto che, in passato, l’associazione Genitori tarantini ha più volte scritto alla presidente del Consiglio per denunciare la violazione della Costituzione e delle normative europee nell’ambito della gestione dell’Ilva. Poli Bortone, dal canto suo, ha fatto riferimento al “rispetto istituzionale” e alla “gratitudine per un investimento così importante dovrebbero venire prima delle appartenenze”. “Taranto – conclude – merita di essere ricordata per la sua capacità di accogliere e non per una contestazione che ha finito per offuscare una giornata importante. Auspico, dunque, un gesto di scuse nei confronti della presidente Meloni”.
Si dissocia dall’accaduto l’Aigi, l’associazione di categoria a Taranto che rappresenta decine di aziende e migliaia di lavoratori dell’indotto ex Ilva. L’associazione esprime “pubblicamente la propria ferma dissociazione da quanto accaduto e ne condanna la sostanza e il metodo”. Per Aigi si è trattato di “un gesto indecoroso”, perché rivolto a un’autorità nazionale durante una manifestazione internazionale e perché “ingeneroso e irriconoscente verso lo sforzo che il Governo Meloni ha profuso per consentire che i Giochi del Mediterraneo si svolgessero a Taranto con la dignità e l’efficienza che l’evento richiedeva”.
“Ilva is killer” è, invece, la scritta composta da alcuni attivisti che ieri sera hanno occupato gli spalti dello Iacovone indossando una maglietta bianca con impressa una lettera fino a formare la frase contro la grande fabbrica simbolo di Taranto e richiamare così l’attenzione sul nodo salute-lavoro. “Taranto senza verità non sarà libera” scrive oggi il comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti sulla sua pagina Facebook.
Seguono reazioni dal mondo della politica. “I fischi a Meloni arrivano dopo quattro anni di immobilismo – è il commento di Mariolina Castellone, senatrice del M5S e vicepresidente del Senato – serve subito un Consiglio dei ministri straordinario per le urgenze del Paese”. Mentre per il senatore di Fratelli d’Italia, Dario Iaia le proteste sono state messe in atto da “una sparuta minoranza che ha rovinato l’immagine di Taranto con i fischi. Contestare è legittimo – prosegue – Farlo per pregiudizio politico e per partito preso è invece un’altra cosa”.
Source link




