Marche

«Eseguito lo sfratto a Tavullia, andava fatto. La casa è ritornata ai proprietari». Parla l’avvocato Fabiani, aveva fatto scattare gli arresti dei due ufficiali giudiziari


PESARO Lo sfratto per cui è scoppiata l’inchiesta è stato eseguito ieri a Tavullia, intanto sono attesi per questa mattina gli interrogatori di garanzia per il dirigente Unep Gennaro Franchini 65 anni e il funzionario Amedeo Trotta 61 anni, finiti ai domiciliari con le accuse di tentata concussione, rifiuto di atti d’ufficio e nei confronti di Trotta anche di falso in atto pubblico. Lo sfratto di Tavullia è stato proprio il casus belli. Il caso è partito da un esposto dell’avvocato Ettore Fabiani che lamentava il presunto allungamento della procedura di sfratto nei confronti di una donna di 40 anni, che avrebbe avuto una relazione con Trotta. 

Le intercettazioni

Mentre gli investigatori stanno passando al setaccio altre pratiche e documenti, l’inchiesta mira anche a verificare, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, un presunto sistema legato al sesso in cambio dell’allungamento dei tempi delle procedure di sfratto. Ieri mattina intanto è stato eseguito lo sfratto a Tavullia della 40enne, seguito passo passo anche dai carabinieri e dal Comune di Tavullia. L’avvocato Fabiani, autore dell’esposto, conferma: «Lo sfratto è stato eseguito, si è fatto quello che doveva essere fatto. C’è stata qualche protesta. I proprietari dell’immobile che rappresento sono tornati in possesso dell’abitazione, sono dispiaciuti per i minori. E’ stato un procedimento lungo, ma con l’esposto ho fatto quello che doveva essere fatto da un punto di vista deontologico».

La vicesindaca Laura Macchini

E’ filato tutto liscio, come spiega il vicesindaco con delega ai Servizi Sociali Laura Macchini: «Tutto si è svolto in tranquillità, il Comune ha fatto quello che doveva vista la presenza di minori. A seguire le operazioni c’erano anche i nostri assistenti sociali che conoscevano il caso. Abbiamo trovato una soluzione abitativa in un bed&breakfast della zona proprio a tutela dei bambini. L’emergenza abitativa è una situazione che seguiamo quotidianamente perché abbiamo una lista d’attesa di una ventina di famiglie o persone, ma non ci sono alloggi. I privati non affittano quasi più e abbiamo 13 case Erap chiuse in attesa di manutenzioni per poterle riaprire. Come Ats ci riuniamo costantemente e il problema è diffuso nei piccoli comuni dell’ambito territoriale sociale. Chiederemo presto un incontro all’Erap per cercare di sbloccare le situazioni più semplici».

Davanti al giudice

Intanto oggi Franchini e Trotta compariranno davanti al giudice. C’è attesa nel capire se risponderanno alle domande o si avvarranno della facoltà di non rispondere, rinviando l’interrogatorio in un momento più opportuno. L’avvocato di Trotta, l’avvocato Gabriele Gallo, fa sapere: «Stiamo valutando con il mio assistito, siamo fiduciosi, dopo aver letto le carte, di dimostrare la correttezza delle operazioni». Dall’altra parte i legali Enrico Cipriani e Andrea Casula ieri sono stati a colloquio con il loro assistito Franchini per capire come affrontare l’interrogatorio. Oggi il faccia a faccia potrebbe durare ore come una manciata di minuti nel caso si avvalessero della facoltà di non rispondere.




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