Friuli Venezia Giulia

ecco il piano del Comune


I giovani studenti udinesi vorrebbero andare a scuola da soli. È questo l’interessante dato emerso dallo studio condotto da Aiforia, azienda internazionale specializzata in mobilità sostenibile, incaricata dal Comune di Udine di mettere a punto strategie per facilitare ai ragazzi il percorso casa-scuola. Per farlo, Aiforia ha coinvolto tre scuole secondarie di primo grado della città: Manzoni, Valussi e Fermi. I risultati dello studio sono stati presentati oggi, alla presenza dell’architetto Andrea Burzacchini di Aiforia.

Un crescente desiderio di autonomia

I questionari proposti nelle scuole Fermi, Manzoni e Valussi hanno permesso di fotografare abitudini, percezioni e aspettative degli studenti e delle famiglie rispetto agli spostamenti quotidiani casa-scuola. Dalle risposte emerge innanzitutto un dato chiaro: la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi oggi raggiunge la scuola in autonomia. Nei tre istituti coinvolti, infatti, gli studenti che dichiarano di andare abitualmente a scuola da soli o con gli amici oscillano tra il 50 per cento e il 66,7 per cento, mentre la quota di chi viene accompagnato da genitori o familiari varia tra il 33,3 per cento e il 50 per cento. Ancora più evidente è il desiderio di autonomia. Alla domanda “Ti piacerebbe andare a scuola da sola/o?”, la somma delle risposte “sì, molto” e “sì, abbastanza” raggiunge percentuali comprese tra circa il 66 per cento e l’83 per cento a seconda della scuola. Un segnale importante, che conferma come molti studenti chiedano maggiore fiducia, ma soprattutto condizioni più sicure per potersi muovere da soli. 

Il problema della sicurezza

Tra chi già si sposta in autonomia, il mezzo più utilizzato è soprattutto lo spostamento a piedi o con il trasporto pubblico. Nei tre istituti, la quota di chi va a scuola a piedi varia tra il 44,3 per cento e il 51,9 per cento, mentre l’utilizzo dei mezzi pubblici arriva fino al 55,7 per cento. La bicicletta, invece, resta ancora marginale: nelle risposte raccolte si ferma al massimo all’11,1 per cento, confermando la necessità di lavorare sulla continuità e sulla sicurezza dei percorsi ciclabili. Il principale nodo resta la percezione della sicurezza. Ai ragazzi e alle famiglie è stato chiesto come si sentono rispetto al traffico motorizzato: in tutte e tre le scuole prevalgono le risposte legate a una sicurezza percepita come bassa o insufficiente. Le criticità più sentite riguardano la velocità dei veicoli, il rispetto degli attraversamenti pedonali e la qualità dei percorsi ciclabili e pedonali.

Ecco cosa si può fare

A partire dai dati e dalle informazioni raccolti, il quadro presentato oggi dal Comune di Udine punta a costruire una rete di collegamenti più sicuri tra i quartieri e le scuole, intervenendo sia davanti agli istituti sia lungo i principali percorsi utilizzati dagli studenti. La strategia individuata prevede la creazione di corridoi sicuri casa-scuola, con particolare attenzione alla fascia di studenti che vive tra 1,5 e 5 chilometri dall’istituto. Le azioni ipotizzate si concentrano su tre ambiti principali: la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, con soluzioni ad alta visibilità e rialzi; il rafforzamento della ciclabilità e dei percorsi dedicati, attraverso corsie ciclabili, strade urbane ben segnalate e percorsi riconoscibili; la moderazione della velocità, in particolare nelle strade prossime agli istituti. Il piano consegnato all’amministrazione dallo studio Aiforia propone inoltre interventi puntuali negli spazi immediatamente vicini agli ingressi scolastici, con l’obiettivo di ridurre le situazioni di criticità tra auto, pedoni e biciclette e restituire più spazio agli studenti. 

Obbiettivo una città più sicura

L’obiettivo finale è arrivare a proposte attuabili nel breve e medio periodo, capace di migliorare la sicurezza dei percorsi casa-scuola e, allo stesso tempo, la mobilità dei quartieri. La mobilità sostenibile nei percorsi casa-scuola non produce benefici soltanto per chi frequenta gli istituti, ma porta meno traffico nei pressi degli istituti, meno inquinamento atmosferico e acustico, maggiore sicurezza stradale, più salute, un uso migliore dello spazio pubblico e più libertà per ragazze e ragazzi. In poche parole, una città più sicura, a partire dalla scuola.

Marchiol: “Guardiamo ai migliori esempi europei”

“Abbiamo fatto un’indagine da cui un messaggio molto chiaro: i nostri ragazzi ci stanno chiedendo spazio, fiducia e sicurezza — ha sottolineato l’assessore alla Mobilità, Ivano Marchiol — c’è un forte desiderio di muoversi in modo più autonomo nel tragitto casa-scuola. Oggi questa autonomia è una realtà solo per chi abita molto vicino all’istituto, ma sappiamo che una quota molto ampia di studenti vive entro distanze compatibili con spostamenti autonomi a piedi o in bicicletta. Il nostro obiettivo, come amministrazione, è colmare il divario tra questo desiderio e le condizioni reali della strada, trasformando i percorsi quotidiani in spazi più sicuri. Per farlo guardiamo alle migliori esperienza d’Europa”. A fargli eco anche l’assessore all’Istruzione, Federico Pirone: “si tratta di un progetto importante perché realizza l’idea di una città che fa esercitare i diritti ai suoi cittadini fin da giovanissimi. Questo vale per l’ascolto, la partecipazione nelle decisioni, e la concretizzazione del proprio punto di vista. Puntiamo a questo perché la scuola è il luogo più importante nella vita di un ragazzo e raggiungerlo in sicurezza è il primo passo verso l’autonomia e la crescita”.

 

 

 

 

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »