Cultura

“Non siamo una tribute band”

Glen Matlock è tornato a parlare delle tensioni con John Lydon e delle accuse rivolte all’attuale incarnazione dei Sex Pistols, liquidata dal cantante come una semplice “tribute band”. Il bassista, protagonista del nuovo documentario “I Was A Teenage Sex Pistol”, ha anche escluso qualsiasi possibilità di una futura reunion con l’ex-frontman.
Il film, diretto da Andre Relis e Nick Mead e tratto dall’autobiografia pubblicata da Matlock nel 1996, ripercorre il suo ruolo nella nascita del punk britannico e soprattutto il contributo dato ai Sex Pistols. Matlock fu infatti coautore di dieci dei dodici brani contenuti in “Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols“, prima di lasciare il gruppo nel 1977.
Nel documentario compaiono figure come Billy Idol, Debbie Harry, Chris Stein, Clem Burke, Gary Kemp e Rat Scabies, mentre Lydon appare soltanto attraverso materiali d’archivio. Intervistato da Billboard, Matlock ha spiegato di non aver coinvolto direttamente il cantante: “Credo semplicemente che non gli interessasse. Ormai è andato oltre i Sex Pistols. Ha i Public Image Ltd., e gli auguro buona fortuna”.
Il musicista ha poi replicato alle critiche rivolte da Lydon alla reunion con Frank Carter, definita più volte “karaoke” e persino “quasi maliziosa nelle intenzioni”. “La gente dice che siamo una tribute band senza John, ma noi siamo in tre della formazione storica, mentre lui è l’unico membro dei Public Image Ltd. Mi sembra che si sia chiuso in un angolo di un corridoio molto grande”, ha commentato.

Dal 2024 Matlock, Steve Jones e Paul Cook hanno infatti rimesso in piedi i Sex Pistols con Frank Carter alla voce, inizialmente per raccogliere fondi destinati al Bush Hall di Londra. Da allora la collaborazione è proseguita con concerti e tournée. Alla domanda se prenderebbe in considerazione un ritorno di Lydon nel gruppo, Matlock è stato netto: “Non succederà”.
Negli ultimi anni Lydon ha più volte escluso ogni riconciliazione. In un’intervista del 2025 aveva dichiarato che non sarebbe “mai” tornato nei Sex Pistols, accusando gli ex compagni di aver trasformato tutto in qualcosa di “infantile” e privo dello spirito originario della band: “Per quanto mi riguarda, io sono i Pistols e loro no”. Matlock aveva già risposto alle uscite del cantante nel 2024, sostenendo che Lydon si sbagliasse nel considerare “bollocks” i concerti con Carter: “John ha fatto le sue scelte. È felice con i Public Image Ltd. e va bene così. Io continuo a fare le mie cose senza sentirmi obbligato a vivere soltanto del passato”.

I Sex Pistols con Frank Carter saranno in tour anche nei prossimi mesi per celebrare il cinquantesimo anniversario della band, con date negli Stati Uniti da settembre e concerti nel Regno Unito previsti a dicembre.
Nel frattempo John Lydon sta lavorando a un nuovo album dei Public Image Ltd., progetto che ha detto di voler usare anche come valvola di sfogo dopo la morte della moglie Nora. “Abbiamo bisogno di tornare a essere una vera rock band capace di demolire tutto”, ha raccontato di recente. Proprio ieri sera, i Pil si sono esibiti all’Alcatraz di Milano, per la tappa italiana del loro “This Is Not The Last Tour”. Non una celebrazione nostalgica del post-punk o una reunion costruita per rassicurare il pubblico con un catalogo di ricordi intoccabili: quella dei PiL è piuttosto una performance ruvida e volutamente irregolare, con un gruppo che continua a trattare il proprio materiale come qualcosa di vivo e imperfetto.


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