È morto Peppino di Capri, re dello Twist e di “Champagne”
È morto a 87 anni Peppino di Capri, Il celebre pianista e cantautore si è spento questa mattina dopo una lunga malattia.
CAPRI — Il mondo della musica italiana piange uno dei suoi interpreti più raffinati e amati. Si è spento questa mattina 11 luglio 2027, nella sua storica e adorata isola di Capri, Peppino di Capri. Il cantautore e pianista, che avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio, scompare dopo aver lottato a lungo contro una grave malattia. Lascia i figli Igor e Nico, nati dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Daria, nati dalle seconde nozze con l’indimenticata Giuliana Gagliardi. La notizia del decesso ha immediatamente fatto il giro del Paese, suscitando profonda commozione tra colleghi e fan di intere generazioni che sono cresciute accompagnate dalle note del suo pianoforte.
DA PRODIGIO DELL’ISOLA AI TRIONFI SUL PALCO DI SANREMO
All’anagrafe Giuseppe Faiella, l’artista era nato a Capri nel 1939 all’interno di una famiglia di radicata tradizione musicale (il nonno e il padre erano polistrumentisti). Il suo talento al pianoforte si rivelò precocissimo: a soli quattro anni già si esibiva per le truppe americane di stanza sull’isola durante la guerra. Quel talento fiorì in una carriera straordinaria e longeva che lo portò a calcare per ben quindici volte il prestigioso palco del Festival di Sanremo, conquistando la vittoria in due occasioni: la prima nel 1973 con il brano Un grande amore e niente più e la seconda nel 1976 con Non lo faccio più.
GLI ANNI SESSANTA, IL TWIST E I SUCCESSI IMMORTALI
Peppino di Capri è stato un innovatore della canzone italiana, capace di fondere la melodia classica napoletana con i ritmi importati d’oltreoceano. Negli anni Sessanta divenne una vera e propria icona pop grazie a successi travolgenti come Let’s Twist Again (di cui realizzò una cover di enorme successo) e St. Tropez Twist, brani che incendiarono le piste da ballo dell’epoca. Ma la sua firma resta legata a canzoni immortali che fanno parte del patrimonio culturale italiano. Impossibile non citare Roberta, struggente dedica d’amore, E mo’ e mo’, e soprattutto la celeberrima Champagne, una delle tracce più cantate, eseguite e celebrate al mondo, diventata un inno immancabile di brindisi e malinconia. Nel 1965, insieme alla sua band “I Rockers”, ebbe anche lo storico privilegio di aprire l’unica tournée italiana dei Beatles.
MORTO PEPPINO DI CAPRI: L’ULTIMO COMMOVENTE SALUTO SUL PALCO CON IL FIGLIO
L’ultima apparizione pubblica del maestro risaliva a circa un anno fa, in occasione di una serata speciale organizzata in suo omaggio. Davanti a una platea gremita che lo aveva accolto con una lunghissima standing ovation e scroscianti applausi, Peppino, visibilmente commosso ma con la classe di sempre, aveva chiesto il microfono. Si era unito alla band dei “Capri Rockers” – capitanata dal figlio Edoardo Faiella – per accennare un’ultima volta, insieme al suo pubblico, le note dei suoi cavalli di battaglia, Il sognatore e l’immancabile Champagne. Oggi l’isola azzurra perde il suo ambasciatore più illustre, ma la sua musica rimarrà eterna.
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