Società

Dovremmo ancora viaggiare in America?

Andare in vacanza in America nel 2026, sì o no? Una delle risposte più comuni a questa domanda che oggi rimbalza sui social e nei luoghi della vita reale è questa: «Amo gli States, ma ora non mi sento di volerci andare. Stanno accadendo troppe cose che non mi piacciono».

Il riferimento è, ovviamente, all’attuale amministrazione Trump, alle sue scelte politiche e, in particolare, a una delle sue recenti proposte più controverse: quella di richiedere in fase di compilazione dell’ESTA – il permesso che consente ai turisti italiani di entrare in USA e di restarci 90 giorni senza visto – la specifica dei propri profili social, con possibili ispezioni delle attività online negli ultimi cinque anni.

Molti italiani hanno un debole per gli USA: New York, Los Angeles, Miami, Las Vegas e Boston, solo per citare alcune delle capitali più note, sono nella nostra wishlist da sempre. La linea politica conservatrice e sovranista del presidente Donald Trump e il suo approccio autoritario alla sicurezza interna stanno facendo però vacillare i propositi di tanti turisti. Così, un numero crescente di persone si ritrova a chiedersi: «Dovremmo continuare, in questo periodo storico, a viaggiare in America?»

New York una delle destinazioni più amate dagli italiani.

New York, una delle destinazioni più amate dagli italiani.

© Marco Bottigelli

Viaggiare negli States nel 2026: sì o no?

I viaggiatori di lungo corso – ma anche quelli più occasionali – seguono solitamente due scuole di pensiero quando si tratta di scegliere se partire o meno per un luogo considerato «problematico» in un determinato momento storico.

La prima suggerisce di evitare una destinazione perché, non condividendo scelte politiche o sociali di chi le governa, si attua una sorta di «boicottaggio». È una posizione del tutto legittima: c’è chi, più di altri, sente il bisogno di esprimere il proprio dissenso anche attraverso le proprie scelte di viaggio.


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