Società

Docenti A-46 ai margini, il CNDDU attacca: “Liceo del Made in Italy tradito”

Non solo un problema sindacale, ma una potenziale “storpiatura” dell’impianto culturale del Liceo del Made in Italy.

A lanciare l’allarme è il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, che in un documento firmato dal presidente Romano Pesavento mette sotto accusa la persistente marginalizzazione della classe di concorso A-46 (Discipline giuridiche ed economiche). Una professionalità che, paradossalmente, il legislatore ha posto al centro del nuovo percorso scolastico proprio per la sua capacità di saldare educazione alla legalità, cultura d’impresa e conoscenza delle istituzioni.

Secondo quanto ricostruito dal Coordinamento, in molte scuole italiane – con una concentrazione preoccupante nelle regioni del Mezzogiorno – le funzioni di coordinamento, orientamento e valorizzazione del Liceo del Made in Italy vengono affidate a docenti di altre classi di concorso. Spesso si tratta di insegnanti provenienti da aree disciplinari distanti dal diritto e dall’economia, privi di quella specifica competenza che il nuovo indirizzo richiede come fondamento.

“Tale circostanza non può essere ignorata, soprattutto laddove dovesse tradursi in una insufficiente promozione dell’indirizzo presso studenti e famiglie”, si legge nel documento del CNDDU. Il Coordinamento precisa di non voler lanciare accuse preventive contro singole scuole o categorie, ma avverte che il ripetersi delle segnalazioni impone “un’attenta attività di monitoraggio istituzionale”.

La richiesta formale al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al ministro Giuseppe Valditara è chiara: avviare una rilevazione nazionale per verificare a chi siano stati affidati gli incarichi di referenza per il Liceo del Made in Italy, quali attività di orientamento siano state realmente realizzate e quale sia stato il livello di coinvolgimento dei docenti A-46 nella progettazione del percorso. Il CNDDU chiede inoltre che gli Uffici Scolastici Regionali e gli Uffici di Ambito Territoriale attivino strumenti di controllo amministrativo per garantire la coerenza tra le finalità istitutive del liceo e la sua gestione concreta.

A rendere ancora più teso il quadro si aggiunge la questione della mobilità territoriale. Il Coordinamento definisce “drammatica” la condizione di migliaia di insegnanti della A-46 che, nonostante punteggi elevatissimi, decenni di servizio e titoli accademici di rilievo, continuano a essere impossibilitati a ricongiungersi ai propri nuclei familiari. “Una situazione che pone evidenti questioni di equità e sostenibilità sociale”, sottolinea il documento, chiedendo interventi correttivi urgenti nelle prossime procedure.

Per costruire un quadro oggettivo della situazione nazionale, il CNDDU invita tutti i docenti della classe di concorso a segnalare anomalie, casi di esclusione dalle attività di progettazione o iniziative che abbiano limitato la promozione dell’indirizzo. Parallelamente, verranno raccolte anche buone pratiche e modelli virtuosi da valorizzare. L’obiettivo è predisporre un dossier nazionale da sottoporre agli organi competenti.

“Il futuro della formazione giuridica ed economica non riguarda esclusivamente una classe di concorso, ma investe direttamente la qualità della scuola italiana, la formazione della coscienza civica delle nuove generazioni e la capacità del Paese di affrontare le sfide del XXI secolo”, conclude il presidente Pesavento. Parole che suonano come un avvertimento: senza i giusti docenti, il Liceo del Made in Italy rischia di essere solo una scatola vuota.


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