Società

Vincenzo Schettini dà i suoi ‘compiti per le vacanze’: lavoretti, chiacchierate e movimento per sfuggire allo smartphone

La campanella è suonata, i libri tornano negli zaini o sulle mensole e la consueta domanda di fine anno si ripresenta puntuale: quali (e quanti) compiti assegnare agli studenti per le vacanze?

L’insegnante Vincenzo Schettini, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ha offerto una prospettiva decisamente alternativa ai suoi ragazzi per i tre mesi di stop dalle lezioni.

Il primo suggerimento del docente riguarda i lavoretti estivi. Schettini invita i giovani a rendersi utili nella quotidianità, cimentandosi in vere e proprie esperienze pratiche stagionali: “Trovatevi un lavoretto“. Il professore consiglia alcune attività specifiche per l’estate, rivolgendosi direttamente ai ragazzi: “Andate a fare i camerieri, andate in campagna ad aiutare i nonni“.

Impegnarsi in attività faticose rappresenta un modo per acquisire consapevolezza di sé e del mondo circostante: “Guardate che lavorare dà un senso a quello che si è“.

Il secondo consiglio si concentra sull’importanza delle amicizie e della socialità. Il professore suggerisce di rievocare abitudini semplici, recuperando il valore del dialogo faccia a faccia: “Fate delle lunghissime chiacchierate“. Per favorire lo scambio di idee, Schettini dipinge un’immagine rassicurante e familiare: “Prendete le sedie di plastica, mettetevi in cerchio e parlate, parlate, parlate“.

La terza regola d’oro è un invito alla fisicità, ovvero il movimento. Che si tratti di una semplice passeggiata all’aria aperta o di uno sport in compagnia, la raccomandazione è quella di non restare fermi sul divano: “Fate movimento: andate a camminare, andate a correre, andate a nuotare, giocate a padel, giocate a pallavolo“.

Il prof pugliese sottolinea l’importanza di questa pratica indicando la propria testa, e i benefici che l’attività fisica apporta anche alla sfera psicologica: “Guardate che il movimento fa bene qua“.

Sfuggire alla gabbia digitale

Tutte queste esperienze convergono verso una singola urgenza, cioè quella di allontanarsi dalla dipendenza dagli schermi. Schettini lancia un avvertimento severo riguardo all’isolamento tecnologico, invitando a riappropriarsi della vita reale: “Se volete uscire dalla prigione del cellulare queste sono le tre cose da fare“.




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