Insulti sessisti dei vannacciani alle giornaliste: così ho scoperto e denunciato la barbarie
di Massimo Arcangeli
Il 5 agosto scorso, sui miei profili Facebook, denuncio un post, anche questo pubblicato su Facebook. L’autore del post, Massimo Mastrangelo, è il creatore e l’amministratore di uno dei gruppi virtuali più numerosi della galassia di Futuro Nazionale. Conta oltre 30.000 affiliati, è stato aperto l’11 febbraio 2026 e il suo nome è “Futuro Nazionale Vannacci – il Popolo Amico del Generale”. Il post viene pubblicato qui.
Mastrangelo è uno degli innumerevoli “futuristi” che si dilettano a riversare in rete post e commenti razzisti, omofobi o sessisti. In un post dell’8 luglio ha messo a confronto una foto del 1978 della nazionale francese di calcio con una della squadra partecipante allo scorso campionato mondiale per ironizzare sul “cambiamento climatico” che avrebbe radicalmente mutato, scurendo il colore della pelle dei calciatori, la composizione etnica della compagine di un tempo.
In precedenza (30 giugno) Mastrangelo aveva pubblicato una foto analoga, accusando il selezionatore tedesco, con tanto di circolettato in rosso per i giocatori di pelle nera, di aver determinato l’imprevista eliminazione della Germania dagli stessi mondiali per non aver scelto dei veri tedeschi. Questo il commento: “Ma era veramente la Germania quella che è stata eliminata ai Mondiali dal Paraguay? O forse anche i tedeschi hanno meritato questa eliminazione ai sedicesimi, proprio per aver perso la bussola nel costruire una rappresentativa nazionale degna del suo nome e della sua tradizione?”.
Ma il meglio viene ora. Il 10 giugno, a una foto di Vannacci, uno scatto in cui il fondatore di Futuro Nazionale appare ospite di Lilli Gruber su La7, nella puntata di “Otto e mezzo” di quel giorno, insieme a una giornalista del Sole 24 Ore, Lina Palmerini, accompagna un titolo molto edificante: “Molto bravo il Generale a tenere testa a queste due mignotte rosse…”. Qualcuno si dissocia, altri mettono in guardia Mastrangelo perché la cosa gli si potrebbe ritorcere contro, con gli immaginabili effetti per la reputazione del partito di Vannacci, ma è tutto inutile. Il branco raccoglie e rilancia: sono arrivato a contare quasi una ventina di commenti indegni in cui vengono riportati epiteti ingiuriosi nei confronti delle due giornaliste.
Quattro degli autori di questi commenti sono iscritti al gruppo di Mastrangelo, altri sette sono iscritti a “Futuro Nazionale IT Gruppo Nazionale di Sostegno”, con più di 155.000 affiliati, altri due al gruppo “Siamo con il Generale Roberto Vannacci”, con oltre 50.000 componenti. Cinque dei tredici commentatori vannacciani compaiono anche nel gruppo “Futuro Nazionale IT Gruppo dei Tesserati e Comitati Territoriali”, che raccoglie oltre 33.000 vannacciani.
Lui si chiama Pier Luigi Piersanti, e ha partecipato a sua volta alla conversazione innescata dal post di Mastrangelo sulle due “mignotte rosse”. Stavolta il commento è però da incorniciare: “Tipica volgarità di stampo fascista, chiamare mignotte due giornaliste che non vi piacciono, siete fascisti ma no di quelli del ventennio, no, molto peggio x oltre che fascisti siete analfabeti, ignorate le regole del vivere civile, la vostra cultura è l’offesa, il vilipendio, la ghettizzazione, il rutto e la scoreggia, il duce, rispetto a voi, era una rosa”. Titoli di demerito a parte, siamo lì.
Anche gli strumenti combaciano. “Nella nuova Italia il manganello dovrà roteare generosamente per fare pulizia nelle strade…”. A scriverlo, a commento di un video del general condottiero, è sempre Mastrangelo (10 giugno). In un post del 6 agosto il personaggio, che nel frattempo (poiché Gian Antonio Stella, sempre ieri, ha rilanciato la mia denuncia sul Corriere della Sera) ha provveduto a cancellare il post incriminato (con gli altri da me segnalati), ha ridimensionato il tutto – post e commenti – a “battute umoristiche”.
Non mi aspetto che il gruppo amministrato dal “barzellettiere” venga bandito da Facebook, né che Futuro Nazionale espella uno per uno tutti quelli che pensano di poter dare delle “mignotte” a due professioniste dell’informazione, oltre al miserabile commentatore che ha scritto che gli uomini, se tanto ci dà tanto, alla fin fine fanno bene ad ammazzare le donne, ma non fingiamo di non vedere e di non capire quanto tutto questo rischi di diventare un punto di non ritorno se ognuno di noi non deciderà, a questo punto, di fare la cosa giusta: vigilare, segnalare, denunciare prima che sia troppo tardi. Ciò che resta della coscienza civile di questo paese è l’unico argine contro la montante barbarie.
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