Tutti i “pericoli” che corre Vibo Valentia con i depositi costieri
C’è una delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso anno che impegna sindaco e Giunta ad attivare tutte le iniziative necessarie per la delocalizzazione dei depositi costieri. A oggi, però, non esiste uno studio di fattibilità, non vi è un sito idoneo ad accogliere i silos di carburante, non vi sono risorse economiche né per il trasferimento né per la successiva bonifica, non vi è una cabina di regia tra enti e istituzioni coinvolti. Per il momento, dunque, ci sono soltanto annunci. Un quadro troppo fragile per sostenere quella che diventerebbe una delle più ambiziose operazioni di delocalizzazione di depositi costieri soggetti alla normativa Seveso che si avrebbe in Italia. Ciò in quanto non si tratta di semplici riallocazioni all’interno dello scalo, ma di un trasferimento totale dei silos in area esterna al porto. Infatti, la delocalizzazione che l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enzo Romeo, continua a indicare come obiettivo prevede il trasferimento dell’intero stabilimento della Meridionale Petroli (che garantisce oltre la metà dei consumi petroliferi calabresi) dall’area portuale di Vibo Marina alla zona industriale di Portosalvo. Si tratta di un intervento complesso, che richiede investimenti ingenti oltre a una progettazione meticolosa che ad oggi non c’è. Le difficoltà aumentano se si considera che, per come emerso dalla Conferenza dei servizi, la delocalizzazione dovrebbe essere completata nell’arco di 4 anni: in caso contrario la Meridionale Petroli ha tutte le carte in regola per restare nel sito attuale per altri 20 anni.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




