Dispositivi esca per ingannare i missili: come funzionano gli M211 Usa
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha scelto di rafforzare una delle sue principali linee di difesa contro i missili a ricerca di calore, destinando 300 milioni di dollari alla produzione di una nuova tranche di dispositivi esca a infrarossi. Il contratto, assegnato all’azienda Alloy Surfaces Company della Pennsylvania, prolunga le forniture fino al 2031 e porta il valore complessivo dell’accordo a oltre 328 milioni di dollari. Al centro dell’investimento ci sono gli M211, piccoli sistemi che svolgono un ruolo cruciale nella sopravvivenza degli equipaggi in volo. La loro funzione? Confondere i sensori dei missili guidati dal calore, inducendoli a perdere il bersaglio reale e a inseguire una traccia artificiale.
Cosa sono gli M211 degli Usa
Gli M211 appartengono alla famiglia delle contromisure a infrarossi impiegate sugli aeromobili militari statunitensi. Funzionano così: quando un sensore rileva l’avvicinamento di un missile, il sistema di difesa dell’aereo espelle rapidamente una o più esche che bruciano a temperature molto elevate. Il principio è semplice: il missile segue la fonte di calore più intensa che riesce a individuare. Se l’esca riesce a riprodurre in modo credibile la firma termica dei motori dell’aereo o dello scarico di un elicottero, il vettore viene attirato lontano dal bersaglio.
Oltre agli M211, il contratto comprende anche altri modelli della serie MJU e il più recente XM-219. Secondo quanto riportato da Defence Blog, alcune di queste esche utilizzano materiali proprietari sviluppati da Alloy Surfaces, capaci di generare una combustione con caratteristiche molto vicine a quelle prodotte da un motore reale. Si tratta di un aspetto fondamentale perché i moderni missili dispongono di sensori sempre più sofisticati, in grado di distinguere meglio le tradizionali fonti di calore dalle vere tracce termiche di un velivolo.
Una difesa strategica
L’importanza di questi dispositivi è legata soprattutto alla diffusione dei MANPADS, i missili portatili spalleggiabili che possono essere utilizzati da un singolo operatore contro aerei ed elicotteri in volo a bassa quota.
Queste armi si sono dimostrate particolarmente efficaci in numerosi conflitti perché combinano costi relativamente contenuti, facilità di impiego e capacità di colpire bersagli che spesso non ricevono alcun preavviso radar. Una volta lanciato un missile a guida infrarossa, le esche rappresentano spesso l’ultima possibilità di difesa per il pilota.
Negli ultimi anni, inoltre, il panorama delle minacce si è evoluto ulteriormente. In diversi teatri operativi sono emerse segnalazioni sull’impiego di droni equipaggiati con armamenti in grado di ingaggiare bersagli aerei, ampliando il numero delle piattaforme da cui può provenire una minaccia a ricerca di calore. Ebbene, questo scenario rende ancora più strategico l’investimento americano nelle contromisure a infrarossi.
Sono poco appariscenti rispetto ai
sistemi d’arma più noti, certo, ma gli M211 rappresentano una componente essenziale della protezione delle forze aeree statunitensi e continuano a evolversi per mantenere un vantaggio tecnologico nei confronti di missili sempre più avanzati.
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