Diecimila su TikTok: il dovere di parlare ai giovani senza inseguirli
29 maggio 2026 – ore 14:00 – Ci sono numeri che servono a gonfiare l’ego. E ci sono numeri che obbligano a fare un esame di coscienza. Diecimila follower su TikTok appartengono alla seconda categoria. Trieste News ha raggiunto in questi giorni quota 10.000 follower sulla piattaforma che più di ogni altra viene identificata con le nuove generazioni. Un anno fa erano poco più di 2.500. Oggi sono quattro volte tanto. Sarebbe facile fermarsi al dato. Sarebbe anche sbagliato. Perché il punto non è quanti ci seguono. Il punto è chi ci segue. Per anni una parte del giornalismo ha osservato i social network con sufficienza. Talvolta con paura. In alcuni casi con un atteggiamento quasi aristocratico: come se la qualità dell’informazione si misurasse dalla distanza mantenuta rispetto ai luoghi frequentati dal pubblico. Nel frattempo il pubblico, soprattutto quello più giovane, si spostava altrove. La realtà è più semplice e meno ideologica. Se milioni di persone trascorrono una parte della loro giornata su TikTok, il problema non è TikTok. Il problema è decidere se lasciare quello spazio all’improvvisazione, alla disinformazione e alla superficialità oppure provare ad abitarlo con responsabilità. Noi abbiamo scelto la seconda strada. Non per rincorrere le mode. Non per trasformare le notizie in spettacolo. Non per sacrificare il giornalismo all’algoritmo.
Al contrario. Abbiamo scelto di portare il giornalismo dove si trovano i lettori di oggi e, soprattutto, quelli di domani. È una differenza sostanziale. L’informazione locale ha davanti una sfida che riguarda il suo stesso futuro: riuscire a parlare alle nuove generazioni senza assumere toni paternalistici, senza inseguire linguaggi artificiali, senza fingere di essere ciò che non è. I giovani non chiedono un giornalismo più superficiale. Chiedono un giornalismo più accessibile. Comprensibile. Diretto. Onesto. Diecimila follower su TikTok non certificano un successo. Certificano una responsabilità. Significano che migliaia di ragazze e ragazzi hanno deciso di concederci una parte del loro tempo. In un’epoca in cui l’attenzione è la risorsa più scarsa, è un fatto che merita rispetto prima ancora che soddisfazione. I numeri, da soli, non garantiscono nulla. Possono crescere e scomparire con la stessa rapidità. Gli algoritmi cambiano. Le piattaforme evolvono. Le mode passano. Ciò che resta è la credibilità costruita giorno dopo giorno. Per questo non consideriamo i 10.000 follower un punto d’arrivo. Sono un promemoria. Ci ricordano che esiste una generazione che vuole essere informata e che il giornalismo, se vuole continuare a svolgere il proprio ruolo, deve avere il coraggio di uscire dai propri recinti.
Il compito non è diventare influencer. Il compito è continuare a fare informazione.
Anche su TikTok.
Anzi, soprattutto su TikTok.
Il direttore responsabile
Francesco Viviani
Diecimila su Instagram: i numeri che contano quando raccontano un percorso




