Basilicata

Diamante, dopo la convalida degli arresti per droga: Disposto il divieto di dimora

Diamante, dopo la convalida degli arresti per droga: Disposto il divieto di dimora. Il provvedimento riguarda le due persone arrestate. La Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari.


DIAMANTE (COSENZA) – Restano libere, ma non potranno dimorare nel comune di Diamante, le due persone arrestate in flagranza la sera dell’1 settembre 2026 per l’ipotesi di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il giudice Napolitano ha convalidato gli arresti e applicato il divieto di dimora, mentre il pubblico ministero aveva chiesto per entrambe la misura degli arresti domiciliari. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Francesco Liserre e Antonio Spataro.

IL RITROVAMENTO DELLA DROGA DURANTE I CONTROLLI A DIAMANTE

L’arresto era avvenuto intorno alle 23 all’interno di un noto ristorante situato nel centro di Diamante. L’intervento era stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza e del Commissariato di Polizia di Stato di Diamante. I controlli lungo l’alta costa tirrenica sono stati coordinati con la Procura della Repubblica di Paola, guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi.

Nel corso della perquisizione delle persone e dei locali adibiti a cucina, gli operatori avrebbero rinvenuto complessivamente: circa 60 grammi di hashish, circa 70 grammi di cocaina, 12 bilancini di precisione, una macchina per il sottovuoto, alcune buste destinate al confezionamento. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una parte della cocaina era già stata suddivisa in dosi cedibili al dettaglio. La sostanza sarebbe stata nascosta in più punti del locale, anche all’interno di un frigorifero. Alle ricerche hanno contribuito le unità cinofile della Polizia Penitenziaria di Paola. I bilancini sequestrati, indicati come funzionanti, avrebbero presentato tracce di sostanza stupefacente.

IL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE

Dopo la convalida degli arresti, il giudice Napolitano ha rimesso in libertà i due indagati, disponendo nei loro confronti il divieto di dimora nel territorio comunale di Diamante. La misura è diversa da quella sollecitata dal pubblico ministero, che aveva chiesto gli arresti domiciliari. Le accuse formulate nei confronti dei due interessati dovranno ora essere valutate nel corso del procedimento. Entrambi sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.


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