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De Roon, l’Atalanta e la Roma: l’altra verità dietro il trasferimento


“Se vuoi cambiare squadra, ti voglio qui con me”. Dietro al trasferimento lampo di Marten De Roon alla Roma c’è la regia di Gian Piero Gasperini, l’ex tecnico dell’Atalanta che più di tutti ha spinto per avere l’olandese a Trigoria. Da tempo – a Bergamo hanno lavorato insieme per otto anni – il centrocampista considera Gasperini come un padre: prima di prendere una decisione importante, Marten chiama sempre Gian Piero. Non a caso è una telefonata tra i due, nella serata tra il 28 e il 29 agosto, a cambiare il destino del centrocampista olandese quando stava per rescindere il contratto con la Dea.

La crepa

Il divorzio dall’Atalanta si è infatti consumato negli ultimi giorni del mercato: “L’operazione è stata chiusa nel giro di 24/48 ore”, ha rivelato Gasperini. Ma le radici della separazione affondano nel principio di un’estate turbolenta, iniziata con la rottura tra l’Atalanta e l’allora tecnico Raffaele Palladino, che nella sua esperienza a Bergamo aveva rinunciato a De Roon soltanto in un’occasione: il 9 febbraio contro la Cremonese, solo perché l’olandese era squalificato. Per il resto, Marten ha giocato tutte le partite senza sosta, dal campionato alla Coppa Italia fino alla Champions League, diventando il calciatore con più presenze nella storia dell’Atalanta. Al termine della stagione, con l’arrivo di Maurizio Sarri al posto di Palladino, si inizia ad aprire la crepa.

L’Atalanta scarica De Roon

Certo nel cuore del suo nuovo allenatore De Roon non ha mai fatto breccia: la gestione del mercato dell’Atalanta lo testimonia chiaramente. Al suo posto, in mezzo al campo, l’ex tecnico della Lazio preferisce puntare su Gianluca Gaetano, lanciato in quel ruolo dal Cagliari nell’ultima stagione. Vista la permanenza di Ederson (nei primi giorni di luglio, dopo le visite mediche, l’affare con il Manchester United salta), De Roon viene relegato ai margini del progetto tecnico. Le prime partite stagionali confermano le sue sensazioni: l’olandese resta seduto in panchina nei preliminari di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv e nella prima di campionato con il Sassuolo. Il club considera De Roon fuori dal progetto e arriva a proporlo come pedina di scambio: dal 24 agosto il club insiste per inserirlo nell’affare che poi, a fine mercato, avrebbe portato Jonathan Rowe da Bologna a Bergamo. Quasi un oltraggio, per il centrocampista olandese.

La chiamata di Gasperini

Il ritorno di Franck Kessié conferma il cambio di rotta: per Sarri De Roon è come se non esistesse. Dopo l’arrivo dell’ivoriano, l’olandese chiede la risoluzione del contratto con il club, che si dice da subito disponibile. Poi la sera tra il 28 e il 29 agosto arriva una telefonata che fa cambiare del tutto orizzonte a De Roon: quella del suo maestro Gian Piero Gasperini. I tifosi dell’Atalanta annusano l’aria di rottura e tappezzano di striscioni il centro sportivo di Zingonia: “Marten, se sono solo voci, meglio così. Per noi il tuo futuro non può essere lontano da qui”. Due giorni più tardi, nella stessa zona, si legge: “Anche se così fa male, ti ringraziamo”. De Roon ha scelto la Roma, tra le lacrime: “Per me è una giornata triste”, racconta mentre lascia Bergamo.

Il via libera di Percassi

Il via libera definitivo, il 29 agosto, quando Kessié è già a Bergamo, arriva da Antonio e Luca Percassi, presidente e amministratore delegato del club, che dopo una trattativa lampo (niente più rescissione, quindi), autorizzano il trasferimento alla Roma. “Devo ringraziare loro”, ha spiegato Gasperini. Una trattativa non certo scontata, viste le ruggini – con tanto di problemi contrattuali – create all’inizio dell’estate dal passaggio del direttore sportivo Tony D’Amico da Bergamo a Trigoria. E i sintomi di quel divorzio – vedi lo scontro verbale tra Luca Percassi e D’Amico all’Olimpico – continuano a produrre i loro effetti.


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