Salute

così Calhanoglu ha trascinato i suoi

Nello scudetto numero 21 dell’Inter, ci sono diverse chiavi di lettura: una di queste è sicuramente legata ad Hakan Calhanoglu. Il capitano della nazionale turca un’estate fa sembrava ai titoli di coda, dopo la batosta nella finale di Champions League contro il PSG (0-5) e le frizioni, chiamiamole così, con Lautaro Martinez. Le parole e le promesse di Cristian Chivu hanno non solo pacificato la situazione all’interno della squadra nerazzurra, ma hanno ribadito la centralità di Calha nel copione interista. Il risultato è stato una stagione da protagonista, con l’unica pagina negativa degli infortuni: “Certe volte ho esagerato, ho trentadue anni, devo imparare a gestirmi meglio”.

Il ragazzo di Mannheim, dove emigrarono i suoi genitori, padre operaio in un’azienda farmaceutica, mamma che lavorava in un ospedale, ha giocato 30 partite e firmato 12 reti, spesso decisivi, come nel caso della doppietta che ha portato l’Inter in finale di Coppa Italia. Ha segnato sette volte su azione e cinque su rigore: di destro, di sinistro, persino di testa. Repertorio completo, ma oltre i gol, c’è la cabina di regia della squadra. Con lui in campo, l’Inter ha equilibrio tra i reparti, logica di gioco, geometrie sicure. Dice di lui Fabregas: “Quando affronto i nerazzurri, la prima informazione che chiedo riguarda la presenza in campo di Calhanoglu. Tutto comincia da lui”.

Hakan, pedina fondamentale per la nazionale turca di Vincenzo Montella, tornata al mondiale dopo 22 anni, ha in testa di indossare un giorno la maglia del Galatasaray (“era il mio sogno quando ero bambino”), ma lo sbarco a Istanbul potrebbe non avvenire prima del 2028. Il contratto che lo lega all’Inter fino al 2027 potrebbe essere infatti prolungato di una stagione: una svolta quasi sorprendente dopo il caos di undici mesi fa.

Calha è un turco nato all’estero molto legato alle sue origini. Avrebbe potuto giocare con la Germania, ma quando la federazione si fece viva, il suo rendimento scolastico bloccò l’operazione: “Ai tempi di Karlsruhe – raccontò in un’intervista rilasciata nel 2013 al sito della federazione di Istanbul – non riuscivo a frequentare molto la scuola. Un giorno, il preside mi chiamò dicendo che avevo ricevuto un invito dalla Nazionale tedesca, ma mi informò che non potevo andare a causa delle mie assenze. Chiamai la federazione tedesca, ma anche lì mi dissero che non potevo partecipare al ritiro senza il permesso della scuola. Poco dopo, ricevetti la prima offerta dalla Turchia e presi quella strada”.

Un predestinato, Calha, basta ripercorrere la storia della sua famiglia: “Mio padre, mio ​​zio e mio fratello hanno giocato e giocano a calcio. Io iniziato a quattro anni. Dopo le giovanili nel Polizei SV e nel Turanspor Mannheim, mi trasferii all’SV Waldhof Mannheim. Nel 2009 ricevetti alcune offerte e scelsi Karlsruhe. Era più vicina a Mannheim e questo mi avrebbe permesso di proseguire gli studi nel miglior modo possibile. Nel 2014 il passaggio all’Amburgo, l’esordio in Bundesliga e la consapevolezza che il calcio sarebbe stato il mio futuro”.

Bayer Leverkusen (2014-2017) e Milan (2017-2021) le tappe successive. L’addio ai rossoneri per piantare le tende all’Inter in un’operazione a parametro zero scatenò, inevitabilmente, una catena di polemiche. Il 7 novembre 2021, il gol su rigore al Milan, nel primo derby da ex, portò definitivamente Calha al centro del villaggio nerazzurro. Con l’Inter, sono arrivati i primi trofei importanti della carriera: due scudetti (2024 e 2026), due coppe Italia (2022 e 2023), tre supercoppe di lega (2021, 2022 e 2023). Le stagioni italiane hanno irrobustito il curriculum in nazionale: 104 presenze e 22 gol, con la prospettiva di arricchire queste cifre nel mondiale ormai imminente.

Calha è molto legato al paese di origine dei genitori: “Amo molto Bayburt e il mio villaggio di Konursu”. Nel suo rapporto profondo con la Turchia, nel gennaio 2017 Calha si espose su Twitter a sostegno del presidente Recep Tayyip Erdogan, mentre nell’ottobre 2019 dichiarò il suo appoggio all’offensiva dell’esercito nel nord-est della Siria, sempre su Twitter. Le polemiche scatenate da questi due episodi hanno reso più prudente gli interventi nella politica turca. Ha però partecipato a iniziative ambientali, come il progetto di riforestazione “Foresta di Çalhanoğlu”, a Kuşadası, per sostenere la piantumazione di diecimila alberi autoctoni su terreni danneggiati dagli incendi del 2024. Dall’alto di una carriera di 592 partite e 138 gol, Calha è diventato il centro di gravità dell’Inter. Un professore del centrocampo che gioca box to box, da un’area all’altra. Un campione.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »