Emilia Romagna

Cos’è questa storia della macellazione ‘domiciliare’ degli animali


Lo scorso luglio il Consiglio comunale di Valsamoggia, in provincia di Bologna, ha approvato il nuovo regolamento di Igiene pubblica. Nel testo, si legge in una comunicazione firmata da Fratelli d’Italia, sono state “riviste le concessioni per l’allevamento di piccoli e medi animali nel tessuto urbano e la possibilità di procedere a macellazioni domiciliari al di fuori di stabilimenti registrati o riconosciuti”.

Nello specifico sono due gli articoli a cui si fa riferimento: il 19, ‘Allevamenti zootecnici, canili e gattili’, e il 38, ‘Macellazione per uso privato e familiare’.

A far scoppiare il caso era stato Luigi Gandolfi, del gruppo di centrodestra ‘Insieme per il cambiamento’, che aveva parlato di “norme in contrasto con l’igiene pubblica che l’amministrazione vuole tutelare”. Gandolfi aveva poi puntato il dito su un cambiamento “in funzione di una società multiculturale, a riti e tradizioni di altre religioni. Si comincia così, con un regolamento di igiene, e, forse, si finisce per mandare al macello la nostra civiltà”.

Marta Evangelisti, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, ha depositato un’interrogazione in Regione per chiedere chiarezza sulla nuova normativa. “Tali misure – scrive – hanno sollevato forti e legittime preoccupazioni fra i rappresentanti del centrodestra locale e la cittadinanza per i potenziali rischi legati alla sicurezza sanitaria, all’igiene pubblica e all’impatto sul decoro dei centri abitati”.

Poiché, come ricorda la consigliera, “la tutela della salute pubblica e della sanità veterinaria è una competenza cardine della Regione Emilia-Romagna, che deve vigilare sull’applicazione rigorosa dei protocolli igienico-sanitari e sul rispetto del benessere animale”, chiede quindi alla giunta se l’assessorato alle Politiche della salute sia a conoscenza del contenuto del nuovo regolamento del Comune di Valsamoggia e se ritenga che le disposizioni siano pienamente compatibili e coerenti con le linee guida della sanità veterinaria regionale ed europea”.


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