Corteo contro la futura soppressione del “trenino giallo”, la linea Roma-Giardinetti
Ieri, domenica 18 Maggio 2026, la mobilitazione dei cittadini romani è tornata a farsi sentire con un corteo contro la futura soppressione del “trenino giallo”, la linea Roma-Giardinetti, che da oltre un secolo attraversa quartieri popolari collegandoli al centro della città.
La manifestazione ha visto la presenza di residenti, comitati di quartiere, studenti e lavoratori uniti dalla preoccupazione per il futuro di un servizio considerato indispensabile.
Oltre 600 persone in strada tra Pigneto e Tor Pignattara. Il “trenino giallo” non circola più da quando, il 4 marzo scorso, si è verificato uno scontro tra due treni.
Dopo le successive verifiche, l’amministrazione capitolina ha deciso di chiudere definitivamente la linea, ritenendo troppo elevati i costi necessari per adeguarla agli standard richiesti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.
Inoltre, è già stato avviato il bando per realizzare una nuova linea tramviaria che utilizzerà lo stesso percorso e arriverà fino a Tor Vergata.
La manifestazione ha preso il via (dal cuore della Marranella, a ridosso del Pigneto) da Largo Perestrello e ha proseguito lungo via Casilina in direzione del centro, accompagnata da cori e fumogeni gialli.
Durante il percorso si sono alternati musica e interventi per ribadire che le soluzioni proposte dall’assessorato ai Trasporti e alla Mobilità sono ritenute insufficienti.
In una prima fase sono state rafforzate le linee bus già esistenti, come il 105 e il 409, ma secondo i residenti gli effetti sono stati limitati: si segnalano tempi di attesa intorno alla mezz’ora e mezzi spesso sovraffollati.
A partire dal 15 giugno è prevista l’introduzione di due nuove linee dedicate. La linea 104 sarà operativa dal lunedì al sabato, percorrerà via dell’Acqua Bullicante e collegherà il tratto di via Casilina compreso tra viale Togliatti e via di Tor Pignattara con la stazione Malatesta della Metro C e con le linee tranviarie di via Prenestina.

Il 105L, invece, seguirà via Casilina con un tragitto più breve, tra la fermata Parco di Centocelle della Metro C e via Prenestina all’altezza della circonvallazione Casilina, e sarà attivo solo nelle ore di punta, al mattino e nel pomeriggio.
Il messaggio di questo corteo è stato chiaro: la comunità di Centocelle non intende rinunciare al proprio trenino. Gli organizzatori hanno annunciato nuove iniziative e ulteriori momenti di mobilitazione per mantenere alta l’attenzione sul tema, convinti che il futuro della linea si giocherà anche sulla capacità dei cittadini di far sentire la propria voce.
Il “trenino giallo” non è solo un mezzo di trasporto, ma una presenza quotidiana nella vita del quadrante est, un’infrastruttura che negli anni ha sostenuto gli spostamenti di migliaia di persone in un’area dove le alternative sono spesso insufficienti o inefficaci.
Negli ultimi tempi, tuttavia, il servizio è stato segnato da disservizi, riduzioni e continui stop, che hanno alimentato il timore di una dismissione definitiva o di una trasformazione radicale della linea.
I partecipanti hanno ribadito con forza la necessità di investire sul trasporto pubblico locale invece di ridurlo, sottolineando come la chiusura della linea rappresenterebbe un colpo duro per una zona già penalizzata in termini di collegamenti.
Al centro della protesta c’è la richiesta di un piano chiaro da parte delle istituzioni. I cittadini chiedono certezze sul destino della linea e soluzioni che vadano nella direzione del potenziamento e non della soppressione.
Secondo i comitati, la Roma–Giardinetti potrebbe essere riqualificata e resa più efficiente attraverso investimenti mirati, migliorando frequenze e infrastrutture e integrandola meglio nel sistema di trasporto urbano.
La questione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il ruolo delle periferie nella città. Centocelle, come altre aree di Roma, sconta da anni carenze strutturali nei servizi, a partire proprio dai trasporti.
In questo scenario l’eventuale scomparsa del “trenino giallo” rischierebbe di accentuare le disuguaglianze tra centro e periferia.
In un momento in cui il tema della mobilità sostenibile è centrale nel dibattito pubblico, la vicenda della Roma-Giardinetti assume un valore simbolico.
Difendere il trenino giallo, per molti, significa difendere un’idea di città più inclusiva, dove anche le periferie possano contare su servizi adeguati.
La protesta di Centocelle, in questo senso, rappresenta una richiesta precisa: non arretrare sui diritti, ma investire sul futuro.
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