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Corruzione Ucraina, Mindich nell’inchiesta Forrest Gump: pagò la cauzione di Galushchenko

Tracce che portano a lui erano già emerse nelle prime udienze e negli audio pubblicati il 19 agosto dall’Autorità nazionale anti-corruzione (Nabu). Martedì, però, è stata un pubblico ministero a pronunciare il suo nome in tribunale. Anche nelle vicende emerse dall’inchiesta “Forrest Gump” che ha portato all’arresto di Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky, avrebbe un ruolo di primo piano Timur Mindich, ex socio del presidente ucraino ai tempi della carriera da comico e oggi latitante in Israele dopo essere sfuggito all’operazione “Midas” che nei mesi scorsi ha terremotato il governo di Kiev.

Mindich non è un imprenditore qualunque. E’ stato negli ultimi anni una delle persone più vicine a Zelensky, nonché il co-proprietario di ciò che resta di Kvartal 95 Studio, la società di produzione televisiva fondata dal leader ucraino quando per vivere faceva l’attore e la politica non era ancora nel suo orizzonte. Ora il suo nome è a tutti gli effetti il filo rosso che unisce le tre grandi inchieste condotte nell’ultimo anno dalla Nabu -“Midas”, “Dynasty” e “Forrest Gump” -, e la sua figura crea una linea di connessione diretta con la cerchia più stretta del presidente.

Il nome è risuonato ieri nell’aula dell’Alta Corte Anti-corruzione di Kiev. Il primo a pronunciarlo è stato Vitaliy Rybalkin, magistrato della Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) che sostiene l’accusa in tribunale, secondo la quale Mindich è all’origine della vicenda dei 150 milioni di grivne (2,9 milioni di euro) riciclati lo scorso giugno attraverso la banca pubblica Sense Bank e utilizzati per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Galushchenko, arrestato a febbraio nell’inchiesta “Midas”.

Il primo riferimento arriva quando Rybalkin spiega che parte del denaro era stato consegnato da un “membro dell’organizzazione criminale che, essendo ricercato”, si trovava “sul territorio dello Stato di Israele“. In pratica l’identikit di Mindich, fuggito nello Stato ebraico poche ore prima che, all’alba del 10 novembre 2025, scattassero le perquisizioni dell’operazione “Midas”. Il denaro sarebbe poi dovuto entrare in un circuito finanziario – fatto di società vicine ai membri dell’organizzazione e mancati controlli da parte di Sense Bank – capace di trasformarlo in fondi leciti con i quali pagare la cauzione dell’ex ministro allora in carcere per corruzione.

Nel corso della requisitoria, l’ex socio di Zelensky viene citato testualmente quando il procuratore legge un’intercettazione in cui l’ex deputato Maksym Mykytas, considerato una delle menti del riciclaggio, dice a un altro indagato: “Se Mindich paga, possiamo versare denaro anche per altri corrotti minori, perché la strada è già aperta e non la chiudiamo”. “L’insieme di queste prove indirette – è la tesi del procuratore – dimostra che i fondi in questione sono fondi ottenuti con mezzi illeciti nel contesto di un’operazione di riciclaggio”.

Una conferma della lettura che la Procura anti-corruzione dà ai fatti è arrivata in aula dall’avvocato difensore di Oleksiy Stupak, presidente del Cda di Sense Bank, che secondo i pm avrebbe aiutato l’”organizzazione criminale” a ripulire il denaro. “Il pubblico ministero ha rilevato che il 9 giugno Mindich ha consegnato del denaro contante a Mudra allo scopo di versare la cauzione”, ha detto testualmente il legale per poi tentare di smontare l’accusa, come previsto dal suo mandato: “Questo non risulta da nessuna delle prove che la parte dell’accusa ha fornito”. Il legale, dunque, va persino oltre affermando che i fondi neri sarebbero stati consegnati all’ex vicecapo dell’Ufficio di Zelensky, quando invece secondo la Procura Mindich avrebbe consegnato i soldi “a una persona non identificata” dell’Ufficio presidenziale.

Ma Mindich avrebbe avuto anche un altro ruolo. Rybalkin ha richiamato in aula un’intercettazione pubblicata dalla Nabu il 19 agosto, giorno in cui l’inchiesta è venuta alla luce, nella quale una persona identificata dagli inquirenti in Iryna Mudra dice: “Mi chiama il nostro rifugiato israeliano. Tipo Timur. Lui chiama (nome omissato di un alto funzionario dell’Ufficio del presidente) e dice: “Ascolta, (nome omissato di un alto funzionario dell’Ufficio del presidente), prendete per favore Sense Bank…“. Ovvero la banca pubblica attraverso la quale sarebbe stato ripulito il denaro con cui il 29 giugno 2026 era stata effettivamente pagata la cauzione di Galushchenko.

L’ex socio di Zelensky era già stato accostato all’istituto di credito nazionalizzato nel 2023 proprio sotto la presidenza Zelensky. Il 1° maggio 2026, nelle conversazioni contenute nei cosiddetti “nastri di Mindich” pubblicati da alcuni giornali veniva ipotizzato una possibile influenza sulla banca da parte di persone legate all’ambiente del faccendiere fuggito in Israele e dell’ex capo dell’Ufficio del presidente Andriy Yermak (arrestato e poi rilasciato su cauzione per lo scandalo “Dynasty“), compresa la discussione sulla composizione del consiglio di sorveglianza. Il quale pochi giorni dopo, il 12 maggio, aveva avviato un audit interno per far luce sulle opacità denunciate dai media. L’indagine non aveva rilevato alcuna irregolarità.


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