Marche

«Vi ammazzo tutti, faccio una strage». Fanese arrestato per estorsione e stalking

FANO – Le minacce al cognato, l’accusa di estorsione alla madre e il furto. Ieri mattina l’udienza di convalida dell’arresto di un 47enne fanese finito in custodia cautelare sabato scorso. Le contestazioni riguardano gli atti persecutori nei confronti del marito della sorella, che sarebbe piombato in uno stato di ansia tale da temere per la propria incolumità e per quella dai familiari.

Nel dettaglio

Tanto da arrivare a chiudersi sempre a chiave.

Screzi familiari, tali per cui venerdì sera l’uomo si era presentato sotto casa. «Vi ammazzo tutti, faccio una strage», rifilando un pugno al cognato a cui veniva data una prognosi di 5 giorni.

La sera successiva un altro episodio con il 47enne che si era presentato sotto casa della sorella proferendo altre minacce. «Ve la farò pagare a tutti». Di qui la chiamata ai carabinieri che sono intervenuti arrestandolo per atti persecutori, in base alla normativa legata al codice rosso.

L’uomo è stato quindi portato a Villa Fastiggi. L’episodio ha fatto emergere tutto il contesto in cui si è inserito con la contestazione di altri reati. Quello di estorsione nei confronti della madre a cui avrebbe chiesto soldi per alcuni mesi sotto minaccia. «Se non me li dai sono nei guai». E ancora: «Faccio un macello, se mi denunci faccio una strage». Con la minaccia di fare del male anche alle persone a cui voleva bene. Di qui la consegna di soldi in più occasioni, fino a 700 euro. Tra i reati anche quello di aver strappato la borsa alla madre in una occasione e di essere entrato in casa per prenderle 50 euro e i telefoni. E le lesioni per i colpi inferti al cognato.

Ieri mattina l’udienza di convalida davanti al gip, assistito dall’avvocato Luca Ambrosini. L’indagato si è scusato e si è detto pentito, facendo emergere di non essere una persona violenta e che era un momento di rabbia per questioni familiari, tanto che aveva cercato un contatto con i genitori senza riuscirvi. Non ci sarebbero state minacce di morte e non gli avrebbe dato un pugno, quanto una spinta nella foga.

La ricostruzione

Il legale Ambrosini è pronto a ricostruire il contesto per spiegare gli addebiti che gli vengono contestati. L’uomo è incensurato, nessun precedente. L’arresto è stato convalidato e l’avvocato ha chiesto una misura meno afflittiva del carcere, ovvero gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il giudice ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico.




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