Conto alla rovescia per lo storico via libera al nuovo stabilimento di Acqua Vera e Sanpellegrino

Un passaggio decisivo per lo sviluppo economico e industriale del territorio. È stato ufficialmente convocato per la serata di giovedì 30 luglio alle 21 il consiglio comunale di San Giorgio in Bosco.
All’ordine del giorno figura uno dei punti più significativi per il futuro produttivo locale: l’approvazione dell’intervento di edilizia produttiva in variante alla strumentazione urbanistica comunale, proposto congiuntamente dalle società Acqua Vera e Sanpellegrino per la realizzazione del loro nuovo stabilimento industriale. L’atto deliberativo porterà all’approvazione finale dell’intervento. Questo passaggio segna la conclusione formale di un articolato iter istruttorio e il recepimento di tutti i pareri, i nullaosta e le valutazioni favorevoli espresse dagli organi tecnici e dagli enti territoriali coinvolti.
Le dichiarazioni del sindaco
«Sostanzialmente – ha spiegato il primo cittadino di San Giorgio in Bosco, Nicola Pettenuzzo – il consiglio comunale sarà chiamato a prendere atto e ad accogliere ufficialmente i pareri acquisiti da dagli enti preposti a esprimersi sul progetto. Parliamo di una rete complessa di verifiche che ha coinvolto Arpav, Aulss, consorzio di Bonifica Risorgive, Soprintendenza Archeologica, autorità di bacino Alpi Orientali per il rischio alluvioni, Vigili del Fuoco, Genio Civile della Regione, con relative valutazioni di impatto ambientale, la Provincia, oltre ad Anas, Veneto Strade, Etra e consiglio di bacino Brenta. A questi si aggiunge il confronto con tutti i comuni confinanti: Cittadella, Tombolo, Grantorto, Fontaniva, Villa del Conte, Campo San Martino e Piazzola sul Brenta. L’intero percorso amministrativo della pratica si è svolto senza che nessuno di tali enti abbia mai sollevato la minima obiezione, perché l’iter è stato rigorosamente rispettato in ogni singola fase. Rimane solo qualche residuo scontento, che però non ha nulla di politico, ma risponde a logiche puramente partitiche. L’approdo nell’assise cittadina di giovedì rappresenta l’atto finale di questo lungo ed esaustivo procedimento».
Vent’anni di continuità e condivisione politica
L’intervento si inserisce all’interno di una visione urbanistica di lungo periodo che parte da lontano. Fin dal 2006, e con una tappa fondamentale registrata nel 2012 grazie all’approvazione del Piano di assetto territoriale intercomunale, tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del Paese hanno tracciato e confermato la strada per la realizzazione di questo importante insediamento. A testimonianza della solidità del progetto e dell’interesse collettivo dell’opera, ogni delibera relativa all’emungimento delle acque e alla pianificazione dell’area ha sempre incassato nel tempo l’approvazione unanime dell’intero consiglio comunale alle pompe sommerse e alla concessione mineraria, superando le dinamiche di parte.
Prospettive e conclusioni
Con la votazione del 30 luglio si chiuderà così la fase procedurale: il recepimento formale degli esiti favorevoli permetterà di dare il via alla fase operativa, garantendo garanzie ambientali, tutela del territorio e nuove opportunità di crescita industriale ed occupazionale per l’intera area dell’Alta Padovana.
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