Continua lo schiaffo alle istituzioni, ai lavoratori e al Paese

“Dopo aver ignorato gli impegni assunti presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Rheinmetall continua a dimostrare il proprio totale disprezzo nei confronti delle istituzioni italiane, delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali”. La denuncia arriva da Fiom Cgil, Fim Cisl e dalla rsu della Pierburg di Lanciano.
“Nei giorni scorsi – spiegano i rappresentanti sindacali – l’azienda ha proceduto alla vendita degli stabilimenti Pierburg di Lanciano e Livorno al fondo tedesco Aequita, prima del completamento del confronto istituzionale e senza aver fornito le necessarie garanzie occupazionali e industriali richieste dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni. Una scelta gravissima che rappresenta una clamorosa smentita degli impegni che essa stessa aveva assunto al tavolo del Mimit. Come se non bastasse, nella stessa giornata in cui le organizzazioni sindacali nazionali hanno formalmente richiesto la convocazione urgente del tavolo ministeriale per affrontare la situazione e ottenere risposte sul futuro dei siti produttivi e dell’occupazione, Rheinmetall ha deciso ancora una volta di sottrarsi al confronto con le parti sociali e con il Ministero, convocando assemblee plenarie con i lavoratori e le lavoratrici per la prossima settimana, senza alcun preventivo confronto con le organizzazioni sindacali e il Ministero”.
“Un comportamento inaccettabile – denunciano Fiom Cgil e Fim Cisl – che conferma una precisa volontà aziendale: evitare il confronto, svuotare il ruolo delle istituzioni e marginalizzare le rappresentanze dei lavoratori. Lo diciamo con chiarezza: non accetteremo che il destino di centinaia di lavoratrici e lavoratori venga deciso unilateralmente da una multinazionale che continua a beneficiare di importanti commesse pubbliche e che, allo stesso tempo, ritiene di poter ignorare il Governo italiano, le organizzazioni sindacali e i territori coinvolti”.
Per queste ragioni, i sindacati annunciano un ulteriore pacchetto di 8 ore di sciopero che sarà articolato nei prossimi giorni insieme alle lavoratrici e ai lavoratori.
“Abbiamo già scioperato e manifestato tutta la nostra contrarietà alle scelte di Rheinmetall”, dicono. “Continueremo a mobilitarci con determinazione fino a quando non saranno fornite garanzie concrete sul futuro industriale e occupazionale dei siti di Lanciano e Livorno. Ora ci aspettiamo una reazione forte e adeguata da parte delle istituzioni del nostro Paese, ci aspettiamo che il Ministro Adolfo Urso che aveva ricevuto rassicurazioni dalla Rheinmetall, la convochi immediatamente.
Non tollerabile assistere passivamente a comportamenti che mortificano il ruolo dello Stato, calpestano le relazioni industriali e mettono a rischio il futuro di centinaia di famiglie”.
I sindacati chiedono che “il Governo convochi immediatamente il tavolo ministeriale e pretenda da Rheinmetall il rispetto degli impegni assunti. Chi opera in Italia, beneficia di risorse pubbliche e ottiene commesse pubbliche deve rispettare le regole, i lavoratori e le istituzioni della Repubblica”.
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