Ambiente

Consumo salmone fuori casa +15,5%, il 69% è sushi – Business

In Italia i consumi fuori casa di
salmone salgono del 15,6%, crescendo a un ritmo cinque volte
superiore rispetto alle vendite al dettaglio. A trainare la
corsa è il sushi, che da solo copre il 69% della spesa. È quanto
emerso a Milano durante l’edizione 2026 del Norwegian Seafood
Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood
Council all’interno di TuttoFood. Nonostante il boom fuori casa,
il mercato ittico nazionale al dettaglio continua comunque a
correre, registrando una crescita del 3,6% nel 2026, superando 4
miliardi di euro di valore. “Il salmone è oggi una delle
categorie alimentari più capaci di intercettare i nuovi modelli
di consumo – spiega Matteo Figura, Executive Foodservice
Director, Circana – la crescita del sushi e dei format quick
service ha ampliato le occasioni di consumo e reso il salmone un
prodotto quotidiano, accessibile e trasversale. Il fuori casa
continua a rappresentare il principale acceleratore di questa
evoluzione”. Anche baccalà e stoccafisso mostrano segnali di
trasformazione legati all’evoluzione delle abitudini di consumo.

   
Nelle vendite al dettaglio lo stoccafisso confezionato cresce
del +3,4% raggiungendo i 5,8 milioni di euro, trainato
soprattutto dai formati ready to eat pari al 71% del valore
totale e dalla crescita del prodotto surgelato +10,9% rispetto
all’anno precedente. Il baccalà registra invece una flessione
dell’1,6%, pari a 20,7 milioni di euro, crescono però le
preparazioni surgelate (+2,9% in volume) e il ready to eat
(+19%), a conferma di una domanda sempre più orientata verso
praticità e velocità di preparazione. Anche il tradizionale
prodotto da ammollare continua a perdere (-18,5%), evidenziando
un cambiamento strutturale nei comportamenti di acquisto.

   

   

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