Allianz Stadium di Torino troppo grande, i Modà si spostano all’Inalpi Arena: “Abbiamo venduto poco”

L’onestà e l’umiltà sono valori riscontrabili anche in una canzone, tra una strofa e l’altra, immergendosi nella storia, ma il loro impatto su chi ascolta è certamente maggiore se riguardano direttamente le scelte dell’artista nel corso della sua carriera. E’ il caso di Kekko, il cantante dei Modà, che ha annunciato senza troppi giri di parole e soprattutto senza ricorrere ad altre motivazioni di facciata, lo spostamento della sede del loro prossimo concerto a Torino, che si terrà il 30 giugno, dall’Allianz Stadium all’Inalpi Arena. Il motivo? «Siccome non abbiamo venduto abbastanza biglietti, la data all’interno di una struttura così grande è meglio evitarla – ha spiegato il frontman del gruppo pop in un video sui social – però c’è anche una bella notizia, che la data non verrà annullata, ma si farà nello stesso giorno, sempre a Torino, ma all’interno del Palazzo dello Sport, che tra l’altro è bellissimo e questo mi fa molto piacere».
Come hanno fatto notare in molti nei commenti sul web, ci sono artisti che in casi analoghi avrebbero scelto di annullare la data o di cambiare il luogo del concerto adducendo “problemi tecnico-logistici” quando invece la vera motivazione è l’andamento poco soddisfacente della vendita dei biglietti.
I Modà sono una delle band più longeve della musica pop italiana e hanno mosso i primi passi agli inizi del 2000 da un’idea proprio di Francesco “Kekko” Silvestre, iniziando una lunga gavetta prima nei locali del milanese e poi in tutta Italia. Nel 2004 uscirono i primi singoli, “Ti amo veramente” e “Dimmi che non hai paura”, seguiti dal primo album di inediti “Ti amo veramente”, che poi negli anni a seguire otterrà la certificazione di Disco d’Oro dalla FIMI. Da quell’album di debutto ad oggi il gruppo ha costruito una carriera incredibile costellata di successi.
Eppure questa corazza di medaglie non è servita per nascondere un insuccesso bensì ha dato la forza a Kekko Silvestre di ammettere di aver fatto il passo più lungo della gamba, puntando allo stadio di Torino. E di tornare così sui propri passi ripiegando su una location al chiuso cioè l’Inalpi Arena.
C’è da dire che Torino resta pur sempre Torino, una piazza che per i Modà è quasi casa. «Sono molto contento di Torino – dice il cantante a Repubblica – per noi è una tappa sempre importante, in passato ho detto che suonare in questa città è sempre stato un tabù, c’è stato un periodo in cui non capivamo perché il management non organizzasse mai delle date torinesi. Questo succedeva molto tempo fa. Avendo degli zii (i fratelli di mio padre), che vivono tra Piossasco e Torino centro, ci dicevano sempre che il mio gruppo aveva un seguito pazzesco in zona. La cosa assurda è che quando suonavamo nel nord Italia, per esempio a Milano oppure a Bologna, arrivava sacco di gente da Torino per vederci. Per cui ho dovuto un po’ impormi per forzare una piazza considerata difficile. Alla fine ci hanno fatto fare un concerto nella hall del Palaisozaki, si chiamava così all’inizio, e facemmo 2mila spettatori. Quindi l’anno dopo abbiamo fatto il primo sold out nello stesso palazzetto. Da lì la risposta del pubblico è sempre stata positiva».
Ovviamente Kekko ammette l’errore di valutazione sullo stadio, cercando di trovare il lato positivo anche in questo caso. «Chiaramente il palazzetto dello sport non sarà una “Notte dei romantici” sotto le stelle come l’avevamo immaginata, però sarà all’interno di un palazzetto che è più piccolo, quindi è più intimo e saremo più vicini. La scaletta sarà identica, non cambierà niente, cercheremo di far divertire i nostri fan il più possibile. La cosa che mi fa molto piacere è che la data non sia stata annullata, soprattutto per le persone che già da tempo hanno comprato i biglietti, hanno prenotato i voli, gli alberghi».
Sui contenuti del concerto del 30 giugno, il cantautore si sbilancia spiegando che lo show sarà un evento unico e irripetibile con una scaletta pensata ad hoc e che è ancora in costruzione in questi giorni: «Stiamo tirando fuori delle canzoni di cui noi prima di tutti ci eravamo dimenticati, e quindi riportarle al pubblico sarà molto bello. Apriremo con una canzone romantica come abbiamo fatto l’anno scorso a San Siro, dove abbiamo suonato “Tutto non è niente”. A Torino presenteremo un altro pezzo molto romantico, decisamente più conosciuto, anche perché è stato un singolo famoso. Fare una scaletta con 200 canzoni all’attivo, è un incubo per me. Di notte mi capita di svegliarmi di soprassalto quando devo prepararla. Ci devono essere le grandi hit, quei paletti fissi che piacciono ai fan, come “La notte”, “Sono già solo”, “Come un pittore”, “Arriverà”, e poi da lì devi costruire attraverso dati, riscontri avuti nei concerti in passat, tutte le altre canzoni che la gente vuole ascoltare».
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