Scienza e tecnologia

Google I/O 2026: Gemini Spark, Flash 3.5 e tutti gli annunci




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Al Google I/O 2026, Sundar Pichai ha tenuto un keynote che, più che presentare singoli prodotti, ha tracciato una direzione precisa: Google vuole che Gemini agisca al posto nostro, non solo risponda alle nostre domande. Il salto dal chatbot all’agente autonomo è il filo conduttore di quasi ogni annuncio fatto sul palco, e i numeri citati danno la misura di quanto velocemente stia crescendo questa transizione: dai 480 trilioni di token al mese elaborati un anno fa, oggi siamo a 3,2 quadrilioni. Sette volte tanto, in dodici mesi.

Non tutto quello che è stato mostrato è già disponibile, e non tutto arriverà in Italia a breve. Ma capire cosa sta costruendo Google adesso è utile per capire cosa troveremo sui nostri dispositivi nei prossimi mesi, perché è chiaro che l’IA, più di qualsiasi altra innovazione degli ultimi anni, è qui per restare, a livello globale.

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Gemini Spark: l’agente che lavora mentre dormite

Gemini Spark è l’annuncio che ha ricevuto più attenzione, e con ragione.

Si tratta di un agente AI personale che gira su macchine virtuali dedicate su Google Cloud, attivo 24 ore su 24, senza che voi dobbiate tenere acceso nessun dispositivo. Può gestire email, calendari, navigare il web in Chrome per vostro conto e, nelle prossime settimane, si integrerà con strumenti di terze parti tramite MCP.

Su Android arriverà anche Android Halo, un nuovo spazio dell’interfaccia per monitorare cosa sta facendo Spark in background. La versione beta parte la prossima settimana per gli abbonati Google AI Ultra negli Stati Uniti: per l’Europa, per ora, non ci sono date.

Gemini 3.5 Flash: il modello che cambia i conti alle aziende

Google ha presentato Gemini 3.5 Flash, il primo modello della nuova famiglia 3.5, e i numeri sono difficili da ignorare. Rispetto alla versione 3.1 Pro è superiore in quasi tutti i benchmark, con un salto significativo nella programmazione, ed è quattro volte più veloce degli altri modelli di frontiera comparabili in termini di token al secondo.

Il punto che interessa alle aziende, però, è il prezzo: 3.5 Flash costa meno della metà rispetto a modelli con prestazioni simili.

Google ha fatto i conti: un’azienda che elabora un trilione di token al giorno e sposta l’80% del carico su Flash risparmia oltre un miliardo di dollari all’anno. Gemini 3.5 Flash è disponibile da oggi su tutti i prodotti e le API. Il modello Gemini 3.5 Pro arriverà il mese prossimo.

Ask YouTube e Docs Live: l’AI entra dove la usiamo di più

Ask YouTube trasforma la piattaforma in qualcosa di più vicino a un motore di ricerca conversazionale: non solo trova i video giusti, ma porta direttamente al punto del video più pertinente per la vostra domanda. Il rollout parte negli Stati Uniti questa estate.

Docs Live è invece la funzione che permette di creare documenti Google con un “brain dump” vocale: parlate, Gemini struttura il testo. Arriverà per gli abbonati questa estate, insieme a funzioni vocali simili su Gmail e Keep. Sono funzioni che sembrano comode sulla carta, ma la vera prova sarà quanto bene Gemini capisce l’italiano parlato in modo naturale.

Gemini Omni Flash e gli occhiali smart: i pezzi del puzzle

Gemini Omni Flash è il primo modello della nuova famiglia Omni, capace di generare video a partire da qualsiasi input.

È disponibile da oggi sull’app Gemini, su Google Flow e su YouTube Shorts. Nelle prossime settimane arriverà anche via API per sviluppatori.

Google ha mostrato anche progressi sugli occhiali smart: due varianti, una con audio e assistenza vocale nell’orecchio, una con display. Gli occhiali audio saranno i primi a essere lanciati, il prossimo autunno. La sfida ai Ray-Ban Meta è finalmente ufficiale, data compresa.

SynthID si allarga: OpenAI e altri adottano la filigrana Google

Tre anni dopo il lancio, SynthID ha già contrassegnato oltre cento miliardi di immagini e video, più sessantamila anni di contenuti audio. Ora Google aggiunge la verifica dei Content Credentials su Ricerca e Chrome, per sapere se un contenuto è stato generato dall’AI o ripreso con una fotocamera.

La novità più rilevante è che OpenAI, Kakaw ed Eleven Labs stanno implementando SynthID nei loro prodotti, affiancandosi a NVIDIA che aveva già aderito l’anno scorso. Uno standard condiviso sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI è esattamente quello di cui il settore ha bisogno, anche se funzionerà davvero solo se l’adozione continuerà ad allargarsi.

Daily Brief, Google Pics e gli agenti nella Ricerca

Daily Brief è un agente nell’app Gemini che ogni mattina sintetizza Gmail, Calendar e Tasks in un riepilogo con priorità e suggerimenti d’azione. Google Pics è invece il nuovo strumento di creazione e modifica immagini basato sul modello Nano Banana, disponibile per tester selezionati e in arrivo questa estate per gli abbonati Pro e Ultra in Workspace.

Nella Ricerca arrivano anche gli agenti informativi, assistenti personalizzati che lavorano in background per trovare informazioni al momento giusto, e la possibilità di creare dashboard persistenti su argomenti specifici, descritte come “mini app” dedicate ai vostri compiti. Queste funzioni partiranno dagli abbonati Google AI Pro e Ultra negli Stati Uniti.

Il quadro che emerge dal Google I/O 2026 è quello di un’azienda che sta scommettendo tutto sull’idea che l’AI debba fare le cose, non solo suggerirle o rispondere a sollecitazioni dell’utente: resta da vedere se saremo pronti ad affidarci a un agente che agisce in autonomia, e soprattutto quanto velocemente queste funzioni arriveranno fuori dagli Stati Uniti.

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