Veneto

Congresso provinciale FdI, Bordin chiede il rinvio a settembre


Rocco Bordin, candidato alla presidenza provinciale di Fratelli d’Italia Padova, ha contattato i vertici del partito per segnalare una serie di criticità organizzative e procedurali in vista del congresso provinciale del 31 luglio, chiedendone il rinvio a settembre. «Un congresso provinciale rappresenta il momento più alto della vita democratica di un partito – afferma – e proprio per questo deve svolgersi nel massimo rispetto delle regole, della trasparenza e della partecipazione. Non si tratta di tutelare una candidatura, ma di garantire i diritti di tutti gli iscritti».

Le criticità

Nella comunicazione trasmessa al responsabile nazionale, al coordinatore regionale e al commissario provinciale vengono evidenziati diversi aspetti che, secondo Bordin, meritano chiarimenti. In primo luogo, numerosi iscritti del 2026 e anche alcuni iscritti del 2025 hanno dichiarato di non aver ricevuto la convocazione del congresso. Non è stata nemmeno comunicata ufficialmente la sede e l’orario delle operazioni congressuali e di voto, così come mancano indicazioni circa l’istituzione di eventuali seggi territoriali o di un seggio unico.

Ulteriori elementi di criticità riguardano la mancata richiesta di disponibilità per la composizione dei seggi, l’assenza di informazioni sulla designazione dei rappresentanti di lista, la mancata comunicazione del numero degli aventi diritto al voto e la mancata pubblicazione delle candidature alla presidenza provinciale. Bordin evidenzia, inoltre, come nel regolamento congressuale non risulti reperibile l’indirizzo della segreteria generale dei congressi, al quale poter trasmettere eventuali reclami o richieste di chiarimento. «Sono questioni oggettive – prosegue – che non possono essere liquidate come semplici dettagli organizzativi. La trasparenza delle procedure è la condizione essenziale perché il risultato finale sia riconosciuto da tutti e rafforzi il partito, indipendentemente da chi sarà eletto».

La proposta 

Nella stessa nota, il candidato riferisce, inoltre, di manifestato alla segreteria nazionale la necessità di istituire una rete di seggi territoriali, così da consentire un’effettiva partecipazione degli iscritti. La proposta avanzata prevede cinque punti di voto: Padova per il capoluogo e la cintura urbana, Cittadella per l’Alta e il Camposampierese, Monselice per i mandamenti del Monselicense, Estense e Colli, Piove di Sacco per la Saccisica e Montagnana per la restante Bassa. «L’obiettivo non è creare ostacoli, ma rimuoverli – spiega -. Un congresso provinciale deve essere facilmente accessibile a tutti gli iscritti e non trasformarsi in una prova di resistenza logistica, soprattutto nel pieno del periodo estivo».

Il rinvio a settembre

«Forzare un congresso al 31 luglio per presunte ragioni organizzative è un controsenso – conclude il candidato -. Qualche settimana in più non cambierebbe il futuro del partito, mentre potrebbe fare la differenza in termini di partecipazione, condivisione e legittimazione del risultato. Meglio celebrare il congresso a settembre, garantendo a tutti gli iscritti la possibilità di partecipare, piuttosto che ritrovarsi il 31 luglio tra pochi intimi».


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