Toscana

Comune dedicare spazi a figure fasciste

Grosseto. “L’amministrazione comunale di Grosseto persevera nella scelta di dedicare spazi pubblici a figure organiche al passato regime fascista”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Antonella Coppi, presidente del comitato provinciale “Norma Parenti” dell’Anpi.

“L’intitolazione di un’area verde a Giovanni Gentile ne rappresenta un’ulteriore conferma – continua la nota -. Gentile fu tra i principali ideologi del fascismo: teorizzò la subordinazione dell’individuo allo Stato totalitario e celebrò Benito Mussolini come interprete della volontà etica nazionale. Definito ‘il filosofo del manganello’ e indicato da Benedetto Croce come simbolo della corruzione della cultura, mise il sapere al servizio del potere, contribuendo alla persecuzione di colleghi e accademici dissidenti anche attraverso il giuramento di fedeltà al regime. Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, difese apertamente il fascismo, arrivando a sostenere che la forza dello Stato fosse una forma d’amore: una giustificazione cinica della violenza. Fu promotore e redattore del Manifesto degli intellettuali fascisti, pubblicato su ‘Il Popolo d’Italia’, e da Ministro dell’Istruzione firmò nel 1923 una riforma autoritaria e classista”.

“Non espresse mai una critica pubblica alle leggi razziali del 1938, offrendo copertura culturale a una delle pagine più vergognose del regime e aderì fino all’ultimo alla Repubblica Sociale Italiana – sottolinea Coppi -. Questa scelta si inserisce in una deriva preoccupante di riscrittura della storia, in cui i carnefici vengono riabilitati e i complici del regime celebrati. Ne è esempio anche la via dedicata a Giorgio Almirante, firmatario del cosiddetto ‘Manifesto della morte’. Non è questa una scelta neutra, né un semplice atto amministrativo: è una presa di posizione politica e culturale”.

“La memoria non è un terreno da piegare alle convenienze del presente: è il fondamento della nostra democrazia. Tradirla significa indebolire la Repubblica nata dalla Resistenza. Difenderla, oggi, è un dovere civile. Per queste ragioni, l’Anpi esprime una netta condanna di una decisione che ferisce la memoria collettiva e macchia la comunità civile e democratica grossetana – termina Coppi. Non sono questi i valori che una comunità democratica dovrebbe trasmettere, tanto più alla vigilia della Festa della Liberazione e nell’80° anniversario della nascita della Repubblica antifascista, fondata proprio su quei principi di libertà, giustizia e rifiuto di ogni totalitarismo”.


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