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Commercio, così Ue e Cina tentano di rilanciare il dialogo

BRUXELLES – A dieci giorni dall’ultimo vertice europeo, dedicato alle gravi tensioni commerciali con la Cina, il commissario al commercio Maros Šefčovič e il suo omologo cinese Wang Wentao si sono incontrati per rilanciare le relazioni bilaterali. Entro ottobre le parti vogliono ottenere «risultati tangibili», secondo il rappresentante europeo, mettendo a punto un percorso di marcia che permetta di affrontare insieme gli straordinari squilibri economici tra l’Unione europea e il gigante asiatico.

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In una pausa dei lavori con la sua controparte cinese qui a Bruxelles, il commissario Šefčovič ha definito i colloqui «intensi, mirati e costruttivi». I due dirigenti politici hanno deciso di firmare un comunicato congiunto, il primo dal 2019, nel quale hanno elencato i quattro campi in cui vogliono fare progressi: l’equilibrio del commercio e degli investimenti, il controllo dell’export, la protezione dei diritti intellettuali, e la riforma dell’Organizzazione mondiale del Commercio.

Secondo il commissario, il comunicato congiunto rivela «una nuova convergenza» tra Bruxelles e Pechino «sulle sfide comuni». Nelle prossime settimane ci saranno lavori tecnici per mettere a punto una tabella di marcia. Un nuovo appuntamento tra i due dirigenti è già previsto in ottobre a Pechino, ha detto il commissario Šefčovič. Le parti hanno anche deciso di creare «un meccanismo congiunto di monitoraggio» dei flussi commerciali. Superati limiti specifici, scatterebbe un negoziato politico.

«Inoltre, entrambe le parti hanno convenuto che misure e iniziative volte a migliorare l’accesso al mercato possano contribuire a riequilibrare le relazioni commerciali – si legge ancora nel comunicato -. La discussione si è concentrata su possibili iniziative tariffarie o non tariffarie». Il dato è significativo perché da tempo Bruxelles accusa Pechino di concorrenza sleale. Nel contempo, il commissario Šefčovič ha salutato l’impegno cinese a non compromettere l’approvvigionamento europee in terre rare.

Negli ultimi anni, l’attivo commerciale della Cina nei confronti dell’Unione europea è cresciuto moltissimo. Nel 2025 è ammontato a circa 360 miliardi di euro. Le statistiche sono particolarmente preoccupanti perché mettono in luce un doppio fenomeno. Da un lato stiamo assistendo a un netto aumento dell’export cinese verso l’Europa (in particolare nel settore automobilistico). Dall’altro l’import cinese dall’Europa è praticamente stabile.


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