un ferito e danni ingenti
Un boato sordo, violentissimo, capace di far tremare i vetri di un intero isolato e di scaraventare giù dal letto decine di famiglie nel cuore della notte. Poi un secondo scoppio, ancora più vicino, seguito dalle urla dei residenti e dal rumore dei vetri che andavano in frantumi.
C’è lo spettro di un pesante regolamento di conti dietro la notte di paura vissuta nel quartiere di Casal Bruciato, quadrante est della Capitale, teatro di un vero e proprio attentato dinamitardo all’interno di una palazzina residenziale.
Il quadrante è lo stesso in cui, poche ore prima, si era consumata la sanguinosa rapina al bar Manhattan di via Tiburtina.
Erano da poco passate le 1:30 quando il centralino del 112 è stato sommerso da telefonate di cittadini terrorizzati, convinti che fosse crollato un palazzo.

Il blitz dei cappucci neri e le due esplosioni
Secondo la prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, l’azione è stata fulminea e pianificata nei minimi dettagli. Due uomini, con il volto completamente travisato dai cappucci delle felpe, si sono introdotti all’interno del palazzo di via Tommaso Smith.
Una volta dentro l’edificio, i malviventi hanno posizionato e innescato il primo ordigno direttamente nell’androne d’ingresso.
Non contenti, sono saliti rapidamente fino al pianerottolo del primo piano, dove hanno piazzato la seconda bomba carta. Subito dopo le deflagrazioni, i due sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce nel buio.
L’onda d’urto provocata dalle esplosioni è stata violentissima: i vetri e le finestre degli appartamenti al piano terra sono andati letteralmente in frantumi, mentre al primo piano la devastazione ha colpito l’impianto di illuminazione, distruggendo neon e plafoniere.
Purtroppo si registra anche un ferito: un residente dello stabile è stato investito in pieno dalle schegge di vetro impazzite. L’uomo è stato subito soccorso e medicato sul posto dal personale del 118, rifiutando fortunatamente il trasporto in ospedale.
Caccia ai responsabili: spunta la pista della vendetta
Le numerose chiamate al Numero Unico di Emergenza 112 hanno fatto confluire sul posto le Volanti della Questura di Roma, che hanno immediatamente transennato e isolato la zona per motivi di sicurezza.
Successivamente sono arrivati gli esperti della Polizia Scientifica per i rilievi balistici e per repertare frammenti utili a comprendere la natura degli ordigni.
Le indagini sono ora affidate agli investigatori della Squadra Mobile, che stanno scavando a fondo nel passato dei residenti della palazzina per dare un senso a un gesto così violento.
Al momento, la pista principale porta dritta a una pesante intimidazione o a una vendetta nell’ambito della criminalità locale: all’interno dello stabile, infatti, abita un soggetto già ben noto alle forze dell’ordine. Gli inquirenti sono convinti che il “messaggio” di fuoco fosse indirizzato proprio a lui.
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