Colori e sapori d’autunno a Maiorca poc a poc
Terminata la stagione turistica prettamente balneare, Maiorca cambia ritmo e si lascia esplorare poc a poc, l’espressione dialettale che sta per “un passo alla volta”. È in questo periodo che l’isola più grande delle Baleari si attraversa con lentezza, i paesi tornano ad una dimensione quotidiana e gli abitanti locali ritrovano il proprio spazio. In più l’autunno porta con sé alcuni degli appuntamenti più importanti del calendario isolano, come la Festa des Vermar, il Dijous Bo e la Fira de s’Oliva, dedicate rispettivamente alla vendemmia, all’artigianato e all’olio d’oliva. Feste e fiere che intrecciano storia, cultura e folklore per celebrare ciò che ha plasmato l’identità del territorio di tre paesi dell’entroterra accomunati da un forte legame con la tradizione.
Pigiatura e battaglie dell’uva
Ai piedi delle imponenti montagne della Serra de Tramuntana, la luce mediterranea, che conquistò in modo particolare Joan Miró, illumina i vigneti che in autunno si tingono di sfumature dorate. In quest’area dell’entroterra nord occidentale dell’isola, le caratteristiche del suolo e del clima hanno reso possibile la coltivazione di vitigni autoctoni come il Manto Negro, il Callet, il Moll Gargollassa, il Giró Ros e fatto ottenere, nel 1990, la Denominazione di Origine ai comuni di Binissalem, Santa Maria del Camí, Consell, Santa Eugènia e Sencelles. È per custodire la memoria del lavoro tra i filari di uva che, sessanta anni fa, nacque il desiderio di celebrare la fine della vendemmia. Una tradizione che da generazioni viene condivisa e tramandata con la Festa des Vermar a Binissalem. Per tre settimane l’intero paese viene coinvolto in un programma che prevede attività, musica, gastronomia, degustazioni, esposizioni, presentazioni di libri, mostre, sfilate a tema, concorsi che ruotano attorno alla cultura del vino e gli abitanti indossano i costumi tradizionali maiorchini del XVIII secolo. Giunta alla sessantesima edizione la Festa des Vermar proseguirà fino al prossimo 27 settembre con un susseguirsi di momenti divertenti e popolari, fra i più attesi c’è la serata di giovedì 24 quando si potranno gustare i tipici Fideus de Vermar, una specialità culinaria originaria di Binissalem, uno stufato di carne d’agnello e pasta. L’appuntamento è alle 21 presso il ristorante Can Arabí di Binissalem, ma ognuno dovrà portare piatto e posate propri, prendendo così parte ad un momento conviviale davvero unico. Sabato 26 alle 17 è il momento della tradizionale sfilata dei carri allegorici e infine l’intera giornata di domenica 27 settembre è dedicata al gran finale della Festa des Vermar, in programma una speciale sfilata dedicata all’anniversario della sessantesima edizione. La festa della vendemmia è l’occasione perfetta per scoprire l’affascinante paese di Binissalem, il cui centro conserva numerosi casalse, ossia antiche dimore signorili risalenti al 1700/1800 durante il periodo economico più prospero per il paese, edifici storici le cui facciate e interni sono impreziositi con la pedra de Binissalem, una particolare roccia viva estratta in questo territorio.
Da costa a costa nei villaggi più affascinanti
Le strade che attraversano Maiorca da nord a sud, da ovest ad est, identificate dalla sigla ‘Ma’ seguita da un numero, invitano a deviazioni lungo il percorso per raggiungere alcuni dei borghi più affascinanti. Cittadine storiche, villaggi incastonati fra le colline dell’entroterra o arroccati sulle rocce che dominano il mar Mediterraneo. Lungo lo scenario montuoso della Serra de Tramuntana, immersi in una fitta vegetazione che alterna pinete, vigneti, frutteti e uliveti, fanno capolino paesi come Valldemossa e Deià, capaci di attirare lo sguardo anche degli animi meno romantici. Dall’alto della collina su cui è situata, Valldemossa si distingue per la Real Cartuja, antico monastero e residenza reale che ospitò persino il compositore Frédéric Chopin, oggi il palazzo è aperto al pubblico e visitabile. Profondamente radicato nella vita cittadina maiorchina è anche il legame con le tradizioni religiose. Sul territorio della maggior parte dei paesi sono situati monasteri o santuari; nel punto più alto della cittadina di Felanitx, a sud est dell’isola, a cinquecento metri di altitudine, sorge il Santuario di Nostra Signora di San Salvador, un monastero che risale alla metà del XIV secolo, uno spazio dedicato alla preghiera da cui si apre una spettacolare vista panoramica. A nord di Maiorca la storica cittadina di Pollença, con il suo graziosissimo centro storico, conserva la scalinata del Calvari, 365 gradini che evocano il calvario della tradizione cristiana; mentre a circa venti chilometri dal paese sorge il Santuari de Lluc, il più importante luogo di pellegrinaggio di Maiorca, circondato da un bosco sacro.
Gli appuntamenti autunnali
Tra le cittadine più importanti di Maiorca, Inca custodisce un’affascinante storia da raccontare legata alla produzione artigianale di calzature e pelletteria, iniziata nel XIII secolo ed evoluta successivamente in modello industriale con l’esportazione delle calzature maiorchine in tutto il mondo. Ancora oggi Inca è famosa per l’industria calzaturiera ed è possibile visitare le sedi centrali dei marchi più importanti e prestigiosi del settore, che dispongono di negozi aperti al pubblico. L’anima commerciale della cittadina sa mostrarsi settimanalmente con il mercato che si tiene ogni giovedì mattina tra le vie del centro, ma il momento più atteso è la grande fiera autunnale che si svolge ogni anno il terzo giovedì di novembre e richiama visitatori da tutta l’isola. Il Dijous Bo, in programma il prossimo il 19 novembre, è un appuntamento che trasforma l’intera Inca in un vasto mercato all’aperto dedicato all’artigianato e all’agricoltura, con la proposta di prodotti locali, articoli in pelle, cucina tipica maiorchina. Fra le prelibatezze locali si annovera il Pa amb oli, il pane condito con l’olio di oliva che, nella sua semplicità, è uno spuntino gustoso e popolare. La Fira de s’Oliva, in programma sabato 21 e domenica 22 novembre 2026 nel paese di Caimari, rende omaggio proprio ad uno dei prodotti d’eccellenza di Maiorca. Una fiera con cui si celebra l’olio extravergine di oliva, la raccolta delle olive, la cucina tradizionale, l’artigianato e la vocazione agricola della comunità di Caimari. Situato ai piedi delle montagne della Serra de Tramuntana, nel comune di Selva, questo paese è circondato da una campagna caratterizzata da terrazzamenti, muretti a secco e antichi uliveti che da generazioni plasmano l’economia e il paesaggio locale con la coltivazione dell’olivo. Durante il fine settimana della Fira de s’Oliva le vie di Caimari si trasformano in una festa all’aria aperta, durante la quale i visitatori possono degustare l’olio di oliva appena spremuto, fare acquisti tra le bancarelle e assistere a dimostrazioni tradizionali.
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