Circonvenzione: indagata per avere sottratto denaro a un giovane fragile innamorato di lei

Una brasiliana di 40 anni è indagata dalla Procura di Perugia con l’accusa di circonvenzione di incapaci, ritenuta responsabile di aver «abusato della condizione psichica» di un giovane affetto da disturbi mentali. Secondo il pm «compiendo atti giuridici per lui pregiudizievoli sotto il profilo patrimoniale» si è fatta consegnare 3.400 euro prelevati dal conto corrente della persona offesa, si è fatta «acquistare un cellulare al negozio Unieuro» e lo ha «indotto a richiedere la stipulazione di un prestito da 1.000 euro all’ufficio postale di via Albinoni». Questa mattina si è tenuta l’udienza davanti al gup Giorgio Margheri, alla quale ha partecipato il difensore dell’imputata, l’avvocato Claudio Cimato.
Gli atti Nelle carte della Procura la persona offesa viene definita come un «soggetto affetto da disturbo di personalità emotivamente instabile del tipo borderline, in associazione a marcati tratti di dipendenza affettiva con manifestazioni episodiche di sintomi psicotici, complicata dall’abuso ricorrente di sostanze alcoliche e in comorbilità alla condizione di bulimia nervosa in funzionamento cognitivo al limite del basso della norma». Condizione che – nell’ottica accusatoria – gli ha «impedito di rendersi conto degli atti compiuti» in favore dell’imputata nel 2024 che si è «procurata un ingiusto profitto, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso».
La denuncia del padre Il procedimento giudiziario è nato dalla denuncia del padre del giovane che in premessa, alla polizia, ha raccontato che il figlio soffre di disturbi psichici ed è seguito dal Centro di salute mentale. Il genitore ha riferito agli investigatori che il figlio da circa un mese frequentava questa donna brasiliana, alla quale – tra le altre cose – voleva acquistare un’auto usata da quattromila euro. Dopo alcuni movimenti anomali del conto corrente («lui non è completamente in grado di gestire i suoi soldi») è stato bloccato il bancomat. Il padre ha raccontato in questura anche di un pagamento da 870 euro in una gioielleria della città, questione che però non viene riportata nel capo di imputazione firmato dal pm Maria Chiara Vedovato. «Questa donna ha completamente soggiogato mio figlio – sono le parole messe a verbale – facendogli credere di essere innamorata per poi cercare di farsi dare dei soldi».
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